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venerdì 18 settembre 2026

Recensione "Soffio" - Giulio Ingrosso


Non è facile recensire Soffio, perché è una graphic novel molto breve, ma dentro quelle poche pagine c'è davvero tanto.
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La storia parla di un piccolo fuoco fatuo, Soffio, nato in modo diverso da tutti gli altri. Gli altri fuochi fatui nascono dalle persone appena morte e possono nutrirsi della loro luce. Lui, invece, nasce da una persona ancora viva e proprio per questo non riesce a fare ciò che fanno gli altri.
Si sente diverso, non riesce a trovare il suo posto e comincia così una ricerca per capire di cosa possa nutrirsi.
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Durante questo viaggio arriva in una stanza, dove incontra una bambina malata di fibrosi cistica.
E da qui, per me, la storia cambia completamente.
Soffio è attratto da lei perché percepisce qualcosa di diverso, ma non vuole farle del male. Lei, invece, non ha paura di quella piccola creatura che dovrebbe essere spaventosa. Anzi, gli parla, lo ascolta e gli chiede di restare.
Ed è proprio il loro incontro che mi ha emozionata di più.
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Perché Soffio parla della morte, ma soprattutto parla di vita. Del tempo che abbiamo, del desiderio di vivere e di quanto possa essere importante anche semplicemente avere qualcuno accanto con cui condividere quel tempo.
Ho trovato molto bello anche il modo in cui viene raccontata la malattia, facendola entrare nella storia con delicatezza.
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E poi ci sono le illustrazioni, che ho adorato.
Il nero della notte fa da sfondo a questi piccoli fuochi fatui coloratissimi e crea delle tavole davvero suggestive. È una graphic novel che, secondo me, va anche un po' guardata oltre che letta.
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Ma c'è una parte della nuova edizione che mi ha colpita particolarmente: alla fine del volume vengono raccontate le storie e le testimonianze di alcune persone che convivono con la fibrosi cistica.
E qui succede una cosa molto bella: a ciascuna di queste persone l'autore ha affiancato il suo piccolo Soffio.
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Mi è piaciuto tantissimo vedere queste fotografie e leggere le loro storie, perché a quel punto quel personaggio che avevo appena conosciuto attraverso la fantasia sembrava quasi uscire dalle pagine per stare accanto a persone reali.
Tra queste c'è anche una bambina che si chiama Sofia. Una coincidenza curiosa, che lo stesso autore racconta, visto il nome della protagonista della storia.
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E forse è proprio questo che mi ha lasciato Soffio: il passaggio dalla fantasia alla realtà.
Prima conosci un piccolo fuoco fatuo che cerca disperatamente qualcosa di cui nutrirsi. Poi incontri persone vere, con le loro storie, le loro difficoltà e la loro voglia di vivere.
E improvvisamente quella storia assume un significato ancora più grande.
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Mi ha emozionata. Tanto.
E non mi aspettavo che una graphic novel così breve riuscisse a lasciarmi addosso così tante sensazioni.
Una lettura delicata, colorata e allo stesso tempo capace di affrontare un tema difficile con grande sensibilità.
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Grazie a Tora Edizioni per avermi coinvolta in questa collaborazione e avermi dato la possibilità di conoscere questa nuova edizione di Soffio.
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⁉️E ora vi chiedo, la leggereste?
Avete mai letto una storia che, pur essendo breve, è riuscita a lasciarvi qualcosa a lungo?
Quanto pensate che possa cambiare il significato di una storia quando, dopo averla letta, incontriamo le persone e le esperienze reali che l’hanno ispirata?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

lunedì 25 luglio 2022

Recensione "Himawari House: Il mio anno giapponese" - Harmony Becker

 




Titolo: Himawari House:

il mio anno giapponese

Autore: Harmony Becker

Editore: DeAgostini

Genere: Graphic Novel







Nao torna in Giappone per un anno sabbatico prima del college, decisa a riscoprire le radici che ha dovuto dolorosamente abbandonare da bambina, dopo il trasferimento negli Stati Uniti. Ad accoglierla c’è Himawari House, un’abitazione tradizionale nel cuore di Tokyo, dove incontrerà Hyejung, coreana, e Tina, di Singapore, arrivate sino a lì per conquistare la libertà e trovare la propria strada. Mescolando inglese, giapponese, coreano e singlish, Nao si legherà sempre di più al piccolo gruppo, pronto alle sfide della nuova vita. A condividere le loro avventure quotidiane anche due fratelli giapponesi dai caratteri contrastanti – l’amichevole Shinichi e il taciturno e affascinante Masaki, che dopo un primo brusco incontro sembra fare di tutto per evitarla… Con lui, a sorpresa, Nao si troverà ad affrontare lo stesso spaesamento di quando ci si sente come pesci fuor d’acqua e scoprirà cosa significa tradurre da una lingua all’altra le parole ma anche i sentimenti. Tra cibi sconosciuti, serate al karaoke, giochi nella neve e lunghe confessioni sull’amore e la famiglia, ognuno di loro troverà in quel Paese straniero le motivazioni e il coraggio per vivere davvero la propria storia.


Questo blog è affiliato ad Amazon.

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Il prezzo finale non subirà alcuna variazione né incrementi di prezzo.



Buongiorno lettori,

Oggi vi parlo del libro di Harmony Becker “Himawari House: il mio anno giapponese” uscito il 24 maggio di questo anno per De Agostini che ringrazio per la copia💙


Himawari House segue le vite di cinque studenti in età universitaria che vivono sotto lo stesso tetto in Giappone mentre prendono lezioni, svolgono vari lavori, si legano tra loro e condividono le loro tradizioni culturali.


Mentre la storia si intreccia tra le vite delle tre donne - Nao, Hyejung e Tina - che vivono nella casa di Himawari, il libro è inquadrato intorno all'arrivo di Nao e al tempo trascorso lì.


Ogni personaggio sperimenta la sensazione di sentirsi fuori luogo, la mancanza della propria casa e le lotte per l’identità ma trovare il proprio spazio condiviso può anche significare condividere le reciproche lotte e successi man mano che tra di loro stringono sempre più amicizia. 


Sebbene inizialmente ci siano delle barriere linguistiche (il dialogo è scritto sia in giapponese che in italiano per mostrare che stanno parlando in giapponese, con parole a volte sfocate quando un personaggio non le capisce) il loro sostegno reciproco aiuta ciascuno a crescere.

I ragazzi trascorrono gran parte del loro tempo condividendo le loro usanze, come il capodanno cinese, e soprattutto i cibi cucinati in casa.


L’autrice cattura appieno il percorso che i ragazzi fanno per crearsi la loro identità e la lotta per trovare il loro posto sia culturalmente che socialmente vivendo in un paese straniero.


Con uno sguardo empatico dato dalla diversità di lingua, alle sfumature dell’identità e alla ricerca della forza dell’amicizia, Himawari House è un viaggio attraverso uno stile artistico che vi catturerà e vi farà costantemente divertire.



Basato sull'arte dei manga, Becker si muove abilmente tra il realismo e gli stili di caricatura dei cartoni animati per catturare al meglio le emozioni dei personaggi ed è proprio questo che fa di questo libro la sua forza!


Una lettura con temi delicati accentuati dai disegni con mille sfumature che rendono tutto più espressivo ed emotivo. Una lettura che consiglio a tutti, ma soprattutto agli amanti del Giappone!


❓Vi ho incuriosito? 

Qual è stato il vostro ultimo graphic novel?

Vi piacerebbe visitare il Giappone? E impararne la lingua?

Vi leggo volentieri nei commenti💕





sabato 26 dicembre 2020

Recensione "Piper. Il canto della solitudine - Jay Asher"

 Hey Readers!!

Eccomi qui a recensirvi la mia prima graphic novel “Piper. Il canto della solitudine” di Jay Asher con le illustrazioni di Jessica Freeburg edito Mondadori mi ha piacevolmente stupita nonostante il suo formato per me nuovo!



Questa è la rivisitazione in chiave moderna della famosa fiaba dei fratelli Grimm “Il pifferaio di Hamelin”.

Il pifferaio di questa storia, Piper, è un ragazzo che ha un dono speciale, comunica con gli animali e gli fa fare quello che vuole. Questo dono permette al ragazzo di mantenersi scacciando i topi che infestano i villaggi. Ed è proprio in un villaggio sperduti ai pressi di una foresta che Piper viene chiamato per allontanare i topi ormai fuori controllo che divorano tutte le provviste e portano le malattie di cui ormai la gente si sta ammalando.

L’attenzione principale della narrazione però non è sul pifferaio, ma su una ragazza, Maggie. 

La ragazza a causa di atti di bullismo subiti da piccola ha perso l’udito e ora nel villaggio è emarginata e sola ma il suo animo è rimasto buono e puro, vive con un’anziana signora, a cui piace inventare storie, che aiuta nelle faccende domestiche.

Tra i due ragazzi c’è subito un’intesa e mentre il pifferaio si prepara a liberare il villaggio dai topi questa intesa piano piano cresce tramutandosi in amore. 

A lavoro terminato però Piper avrà una sorpresa dagli abitanti del villaggio, non lo vogliono pagare per il servizio svolto. Allora il pifferaio si vendica facendo salire in superficie la parte più oscura del suo animo. Riuscirà la dolce e tenera Maggie a frenarlo e portare la luce nel suo cammino?



Come già si intuisce dalla piccola trama che vi ho riportato, questa rivisitazione moderna della fiaba è diversa dalla fiaba originale che conosciamo.

Innanzitutto abbiamo come protagonista principale Maggie e sarà lei ad avere un ruolo importante per l’intera narrazione.

Poi, per chi già conosce l’autore, si è accorto che i temi che ha trattato in questo libro sono simili alle sue precedenti opere (ad esempio Tredici, dove il bullismo e l’emarginazione sono i principali argomenti).

Le fantastiche tavole illustrate da Jessica Freeburg accentuano ancora di più la bellezza della narrazione mi ha incuriosito il modo di rappresentare i due protagonisti mettendo in contrasto l’animo puro di quello femminile - che viene ritratta sempre in sfondi colorati - e quello oscuro e misterioso di quello maschile - con sfondi sempre scuri e cupi.

Nel complesso è stato un romanzo molto interessante che consiglio di leggere.

A questo libro ho dato 3.5 margherite

🌼🌼🌼.5


Febe 💙



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