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mercoledì 4 novembre 2026

Recensione "L'ordine dei senzasonno - Il risveglio del baratro del nulla - Isaac Friedl"

Ci sono storie in cui è bello perdersi, ma ce ne sono alcune in cui è ancora più bello tornare. Ed è proprio quello che mi è successo con L'Ordine dei Senzasonno – Il risveglio del Baratro del Nulla di Isaak Friedl, secondo capitolo delle avventure di Victoria Ignis.

Se il primo volume mi aveva conquistata, questo è riuscito persino a fare qualcosa in più. Sapete quella sensazione di aspettare l'uscita di un nuovo libro perché non vedete l'ora di ritrovare personaggi con cui avete già condiviso un'avventura? Ecco, per me è stato proprio così. Victoria e gli altri non erano più volti da conoscere, ma personaggi a cui ero già affezionata e che avevo voglia di ritrovare. Tornare nel loro mondo è stato un po' come riprendere un discorso lasciato in sospeso, ritrovando quell'atmosfera che mi aveva conquistata nel primo volume. Ed è una sensazione bellissima, perché significa che una storia è riuscita a lasciarti qualcosa anche dopo aver voltato l'ultima pagina.

Ma veniamo alla storia, senza addentrarci troppo nella trama, perché è uno di quei libri che meritano di essere scoperti da soli, pagina dopo pagina.

Anche questa volta Victoria si ritroverà coinvolta nella lotta dell'Ordine dei Senzasonno contro le forze del Nulla. Una nuova minaccia incombe e, per affrontarla, non sarà sola: al suo fianco ci saranno tre nuovi senzasonno, personaggi che entreranno a far parte di questa avventura e che porteranno con sé dinamiche tutte da scoprire. Non voglio raccontarvi altro, perché rischierei di anticipare dettagli che preferisco lasciarvi il piacere di conoscere durante la lettura.

Quello che posso dirvi è che questa nuova avventura non è fatta soltanto di battaglie e forze da affrontare. Tra le pagine trovano spazio anche i rapporti umani, quelli che nascono, quelli che cambiano e quelli che diventano più profondi.

C'è l'amicizia, con le sue incomprensioni, le piccole rivalità e quelle antipatie iniziali che, a volte, lasciano spazio a una fiducia inaspettata. Ci sono i primi amori, con tutta la dolcezza e le emozioni che accompagnano la nascita di un sentimento. C'è l'affetto per la propria famiglia, la collaborazione e la consapevolezza che non sempre si può o si deve affrontare tutto da soli.

Ho apprezzato molto anche il percorso di crescita di Victoria, che impara a fidarsi degli altri, a condividere il peso delle responsabilità e a lasciare spazio a chi le sta accanto. Perché crescere significa anche questo: capire che non bisogna necessariamente avere tutto sotto controllo e che, a volte, affidarsi agli altri è il modo migliore per andare avanti.

Un altro aspetto che ho trovato particolarmente bello è il modo in cui viene affrontato il dolore per la perdita di una persona cara. Attraverso ricordi, parole e nuove consapevolezze, Victoria trova pian piano un modo per fare i conti con ciò che ha perduto. È un percorso delicato, che parla di affetto, di memoria e della possibilità di andare avanti senza dover necessariamente dimenticare. Perché alcune persone continuano a far parte di noi anche quando non ci sono più, e imparare a convivere con la loro assenza è forse una delle forme più difficili di crescita.

Sono proprio questi aspetti a dare qualcosa in più alla storia: dietro un'avventura fantasy ricca di immaginazione c'è anche un racconto di legami, sentimenti e cambiamenti, nel quale è facile ritrovare qualcosa di sé.

E poi lasciatemi spendere qualche parola sull'edizione, perché sarebbe davvero impossibile non farlo!

Anche questo volume è un piccolo gioiello. Le illustrazioni non sono semplici decorazioni, ma parte integrante della narrazione: accompagnano le parole, danno forma ai luoghi, ai personaggi e alle situazioni descritte. È come se, mentre leggi, stessi guardando un film d'animazione. Riesci a visualizzare ogni dettaglio, a dare un volto a ciò che l'autore racconta e a immergerti completamente nella storia, senza dover immaginare da zero ogni particolare.

Parliamo di oltre 500 illustrazioni, di un lavoro minuzioso e di una cura che si percepisce in ogni pagina. Un ringraziamento speciale va anche a Oscarito, che insieme a Isaak ha contribuito a realizzare questa meraviglia.

Apprezzo tantissimo la volontà dell'autore di portare ai lettori italiani un progetto editoriale così ambizioso e, a mio avviso, ancora poco comune nel panorama delle nostre librerie. Certo, sono edizioni che hanno un costo più importante, ma quando si tiene tra le mani un libro del genere si capisce che non si sta pagando soltanto una bella copertina o degli sprayed edges colorati. Qui c'è molto di più: c'è un mondo costruito anche attraverso le immagini, un'attenzione ai dettagli che accompagna il lettore dall'inizio alla fine e un'esperienza di lettura che va oltre le parole. Sono libri da leggere, certo, ma anche da custodire e ammirare nella propria libreria. Dei veri gioiellini!

Quanto alla storia, le avventure di Victoria continuano ad appassionarmi moltissimo. È vero, siamo nel territorio dello Young Adult, con un target anagrafico più giovane del mio, ma non ho mai pensato che una bella storia debba avere un'età precisa per essere apprezzata. Amo gli YA fantasy quando sono ben costruiti, quando hanno un background solido, un worldbuilding capace di sorprenderti e personaggi che hanno qualcosa da raccontare. E qui ho trovato tutti quegli elementi che mi fanno amare questo genere.

Insomma, è una di quelle letture che mi sento di consigliare senza troppe distinzioni d'età: ai più giovani che vogliono avvicinarsi al fantasy, ma anche agli adulti che, come me, amano ancora lasciarsi trasportare da mondi immaginari ben costruiti e da storie capaci di emozionare.

Grazie a Giunti Editore e a Isaak Friedl per avermi fatto arrivare, questa splendida box ricca di gadget preparati per accompagnare l'uscita del volume, e per avermi dato l'opportunità di tornare nel mondo di Victoria. È stato davvero un piacere ritrovare questa storia e scoprire come prosegue il suo percorso.

⚠️ Una piccola attenzione per chi vorrà sfogliare il libro prima dell'acquisto: soprattutto dalla metà in poi, le illustrazioni possono contenere anticipazioni importanti sulla storia. Il mio consiglio è di non curiosare troppo e di lasciarvi sorprendere!

❓E voi, quanto amate i libri in cui le illustrazioni diventano parte integrante della storia? Preferite le edizioni illustrate oppure lasciate tutto lo spazio all'immaginazione?
Vi leggo nei commenti! ✨
La vostra Febe 💙 
#bookstagraitalia

venerdì 23 ottobre 2026

Recensione "Le madri" - Carmen Mola

Ci sono thriller in cui puoi anche arrivare a intuire qualche dettaglio prima dei protagonisti, ma questo non significa necessariamente aver capito tutto. E con Le madri di Carmen Mola è stato proprio così.
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La storia parte da un ritrovamento agghiacciante: il corpo di un uomo, mutilato in modo atroce, con un feto al posto degli organi interni. Quando un secondo omicidio presenta le stesse caratteristiche, per Elena Blanco e la sua squadra della BAC diventa fondamentale capire cosa colleghi le vittime e quale significato si nasconda dietro un rituale tanto macabro.
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Ma più l'indagine procede, più ci si rende conto che non si tratta soltanto di trovare un assassino. Ci sono persone che sembrano intoccabili, segreti che qualcuno vuole a tutti i costi proteggere e una rete di interessi che si spinge molto più lontano di quanto si potrebbe immaginare.
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Quello che mi è piaciuto di questo libro è stato proprio seguire il filo dell'indagine e cercare di capire cosa ci fosse davvero dietro. Qualcosa l'avevo intuita, ma volevo arrivare fino in fondo e scoprire chi si nascondesse dietro tutto questo. E, anche quando pensavo di aver individuato una direzione, non avevo ancora tutti i pezzi del puzzle.
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Tra corruzione, interessi legati al potere, identità nascoste, intrecci sentimentali e rituali oscuri, la storia si arricchisce di tante sfaccettature che vanno ben oltre il semplice caso da risolvere. È un thriller crudo, con una vicenda disturbante e una rete di segreti che tiene viva la curiosità di capire dove si voglia arrivare.
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E poi c'è Elena Blanco, con il suo passato e le sue ferite, che si percepiscono anche senza conoscere tutto quello che ha vissuto nei libri precedenti.
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Perché sì, io ho iniziato proprio da questo, il quarto volume della serie, e temevo che mi mancassero troppi tasselli per riuscire ad apprezzarlo. Invece, pur intuendo che alcune dinamiche personali avessero radici nei romanzi precedenti, sono riuscita a seguire l'indagine senza sentirmi persa e senza avere la sensazione di essermi rovinata la lettura.
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Anzi, mi è rimasta la voglia di tornare indietro e cominciare dal primo volume. Voglio conoscere meglio Elena, capire cosa l'abbia segnata e scoprire come si sia arrivati alla donna che ho incontrato in queste pagine. Perché, a volte, un personaggio riesce a incuriosirti proprio attraverso ciò che ancora non sai di lui.
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Ringrazio Salani Editore per avermi inviato questa collaborazione in formato digitale del romanzo.💙

⁉️E ora vi chiedo ...
Avete mai iniziato una serie da un volume successivo al primo? Siete stati fortunati come me?
Per chi ha già conosciuto Elena Blanco: secondo voi, vale la pena recuperare i volumi precedenti?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

martedì 20 ottobre 2026

Recensione "Questo cuore è una casa" - Dionisio Siri

Ci sono libri che raccontano una storia e altri che ci invitano a entrare direttamente nei pensieri e nel cuore di chi la sta vivendo. Questo cuore è casa di Dionisio Siri appartiene a questa seconda categoria.
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Dopo aver letto Luna & Sole, che mi aveva colpita per il suo modo delicato e profondo di raccontare la ricerca di sé, ritrovo in Dionisio  quella sensibilità che avevo già avuto modo di apprezzare. Anche questa volta, l'autore sceglie di mettersi a nudo, affidando alle parole pensieri, paure e fragilità che spesso facciamo fatica persino a riconoscere dentro di noi.
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Attraverso il rapporto con Amelio, ci accompagna in un percorso fatto di attese, silenzi, ritorni e domande. C'è la paura di non sentirsi abbastanza, il bisogno di essere desiderati, il timore di essere soltanto ospiti nella vita di qualcuno. E c'è quella sensazione, così difficile da spiegare, di poter amare profondamente un'altra persona e, allo stesso tempo, sentirsi ancora lontani da se stessi.
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La narrazione assume la forma di un diario intimo, in cui i giorni si susseguono e i pensieri prendono spazio, lasciando emergere emozioni che non sempre trovano una risposta. Non è una storia fatta di grandi avvenimenti, quanto piuttosto un viaggio interiore in cui sono i dettagli, le parole non dette e ciò che rimane in sospeso ad assumere significato.
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Il messaggio che attraversa queste pagine è quello di imparare ad abitare se stessi. Perché l'amore può essere una carezza, un sostegno, una presenza capace di aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio, ma non può diventare l'unico posto in cui sentirci al sicuro. Prima ancora di cercare casa nello sguardo di qualcun altro, dobbiamo imparare a riconoscerla dentro di noi.
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Ed è proprio questa la riflessione che trovo più significativa: non dobbiamo smettere di essere fragili per essere amati, ma imparare a non considerarci meno degni d'amore a causa delle nostre fragilità.
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Ringrazio di cuore Dionisio per avermi affidato anche questa sua opera e per il coraggio di raccontarsi senza nascondere le parti più vulnerabili di sé. Mettere a nudo i propri pensieri significa anche offrire agli altri la possibilità di riconoscersi, di sentirsi compresi e, magari, un po' meno soli.
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Perché, in fondo, sentirsi a casa non significa soltanto trovare qualcuno disposto ad accoglierci, ma imparare, poco alla volta, ad accogliere anche noi stessi. ❤️

⁉️E voi, pensate che per amare davvero qualcuno sia necessario prima imparare ad amare se stessi? 
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
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#bookstagramitalia

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