Per me Innocenza di Andrea Esposito edito @ponteallegrazie ( che ringrazio per la copia e la collaborazione ✨) è stato un po' entrambe le cose.
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Caterina torna nel paese in cui è nata, nella Sila, preoccupata per il padre anziano. Ma al suo arrivo trova una situazione molto diversa da quella che si aspettava: un uomo è morto, una donna è sconvolta e padre è scomparso con un bambino.
Da qui prende il via una ricerca che porterà Caterina dentro una natura selvaggia e misteriosa, tra superstizioni, credenze e un male decisamente più concreto.
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Una delle cose che ho apprezzato maggiormentedel libro è stato il personaggio del padre. Un uomo con idee apparentemente strane, quasi folli, che però nascondono qualcosa di molto più profondo e, soprattutto, un fondo di verità. È un personaggio che riesce a sorprendere e che, a modo suo, finirà anche per far saltare fuori di importante.
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Ho apprezzato anche il modo in cui il romanzo riesce a intrecciare realtà, credenze popolari e mistero, creando un'atmosfera particolare, soprattutto grazie alla presenza della montagna e della natura calabrese.
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Quello che invece mi ha convinta meno è stato il personaggio responsabile di tutto ciò che accade.
La sua vicenda, i suoi trascorsi e le motivazioni che lo hanno portato a essere ciò che è avrebbero avuto, secondo me, bisogno di maggiore spazio.
Ed è qui che torna la mia difficoltà iniziale con la scrittura di Esposito.
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La narrazione è asciutta, essenziale, quasi telegrafica, e questo stile rimane presente per tutto il romanzo. Frasi brevi, dialoghi ridotti all'essenziale, poche spiegazioni e soprattutto poco spazio all'interiorità dei personaggi.
È una scelta stilistica precisa e in alcuni momenti funziona molto bene, perché contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e inquieta. Ma personalmente mi ha impedito, a tratti, di entrare davvero nella storia e nei personaggi. Li ho osservati più di quanto li abbia vissuti.
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E credo che sia proprio questo il motivo per cui avrei voluto qualcosa in più soprattutto nella storia dell'uomo: non necessariamente più pagine, ma più profondità, più possibilità di comprendere ciò che si nasconde dietro le sue azioni.
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Nonostante questo, il romanzo nel complesso mi è piaciuto e il finale mi ha soddisfatta. E forse è proprio il personaggio del padre quello che mi rimarrà più impresso: apparentemente fuori dagli schemi, ma capace di vedere qualcosa che gli altri non riescono a vedere.
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Innocenza è quindi un romanzo che ho apprezzato soprattutto per l'atmosfera, l'ambientazione e alcuni dei suoi personaggi, ma con cui non sono riuscita a creare fino in fondo quella connessione emotiva che cerco in una storia.
Una lettura particolare, che mi ha lasciato più domande e riflessioni che coinvolgimento emotivo.
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E ora vi chiedo, lo conoscete?
Riuscite ad entrare in sintonia con i personaggi con questo tipo di narrazione o come me non riuscite a pieno a essere coinvolti?
Avete letto altre opere dell'autore?
Vi leggo nei commenti 💕
La vostra Febe 💙
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