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martedì 20 ottobre 2026

Recensione "Questo cuore è una casa" - Dionisio Siri

Ci sono libri che raccontano una storia e altri che ci invitano a entrare direttamente nei pensieri e nel cuore di chi la sta vivendo. Questo cuore è casa di Dionisio Siri appartiene a questa seconda categoria.
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Dopo aver letto Luna & Sole, che mi aveva colpita per il suo modo delicato e profondo di raccontare la ricerca di sé, ritrovo in Dionisio  quella sensibilità che avevo già avuto modo di apprezzare. Anche questa volta, l'autore sceglie di mettersi a nudo, affidando alle parole pensieri, paure e fragilità che spesso facciamo fatica persino a riconoscere dentro di noi.
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Attraverso il rapporto con Amelio, ci accompagna in un percorso fatto di attese, silenzi, ritorni e domande. C'è la paura di non sentirsi abbastanza, il bisogno di essere desiderati, il timore di essere soltanto ospiti nella vita di qualcuno. E c'è quella sensazione, così difficile da spiegare, di poter amare profondamente un'altra persona e, allo stesso tempo, sentirsi ancora lontani da se stessi.
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La narrazione assume la forma di un diario intimo, in cui i giorni si susseguono e i pensieri prendono spazio, lasciando emergere emozioni che non sempre trovano una risposta. Non è una storia fatta di grandi avvenimenti, quanto piuttosto un viaggio interiore in cui sono i dettagli, le parole non dette e ciò che rimane in sospeso ad assumere significato.
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Il messaggio che attraversa queste pagine è quello di imparare ad abitare se stessi. Perché l'amore può essere una carezza, un sostegno, una presenza capace di aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio, ma non può diventare l'unico posto in cui sentirci al sicuro. Prima ancora di cercare casa nello sguardo di qualcun altro, dobbiamo imparare a riconoscerla dentro di noi.
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Ed è proprio questa la riflessione che trovo più significativa: non dobbiamo smettere di essere fragili per essere amati, ma imparare a non considerarci meno degni d'amore a causa delle nostre fragilità.
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Ringrazio di cuore Dionisio per avermi affidato anche questa sua opera e per il coraggio di raccontarsi senza nascondere le parti più vulnerabili di sé. Mettere a nudo i propri pensieri significa anche offrire agli altri la possibilità di riconoscersi, di sentirsi compresi e, magari, un po' meno soli.
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Perché, in fondo, sentirsi a casa non significa soltanto trovare qualcuno disposto ad accoglierci, ma imparare, poco alla volta, ad accogliere anche noi stessi. ❤️

⁉️E voi, pensate che per amare davvero qualcuno sia necessario prima imparare ad amare se stessi? 
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
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#bookstagramitalia

venerdì 16 ottobre 2026

Recensione "Il risveglio di Giuda - Prima parte" - Fabio Suraci

Ci sono storie che hanno bisogno di tempo per ingranare e poi ci sono quelle che partono subito in quarta. Il risveglio di Giuda di Fabio Suraci appartiene decisamente alla seconda categoria!
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Ho avuto il piacere di leggerlo grazie al gruppo di lettura organizzato da Anna, in collaborazione con l'autore, un'esperienza che mi ha permesso di iniziare questo viaggio direttamente insieme a Fabio, condividendo le prime impressioni già dalla lettura dei capitoli iniziali. 
Ringrazio anche la @pleasure_edizioni che mi ha fornito la copia digitale in anteprima ✨
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La prima cosa che mi ha conquistata è il ritmo. La storia è dinamica, avventurosa e ricca di colpi di scena. I capitoli brevi invogliano a proseguire continuamente e ogni volta che pensi di poterti fermare arriva qualcosa che ti spinge a leggere ancora. Il classico libro del «solo un altro capitolo»… che alla fine ti ritrovi a divorare in un paio di giorni!
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Al centro della storia c'è un mistero legato alla Sacra Sindone, attorno al quale si intrecciano avventura, segreti e capacità soprannaturali. Un enigma che coinvolge i protagonisti e che si sviluppa pagina dopo pagina, accompagnando il lettore in una vicenda in cui nulla sembra essere davvero semplice come appare.
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Ciò che ho apprezzato maggiormente è il mix di generi che caratterizza il romanzo. Leggendolo, ho ritrovato le atmosfere de "Il codice Da Vinci" di Dan Brown, con i suoi misteri e la sua componente avventurosa, unite a elementi soprannaturali che mi hanno ricordato la serie "Shatter Me" di Tahereh Mafi. A tutto questo si aggiungono dinamiche romantiche che arricchiscono ulteriormente la storia.
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Insomma, un connubio che ho trovato davvero interessante e che, secondo me, potrebbe conquistare chi ama le storie in cui mistero, azione, poteri speciali e sentimenti si intrecciano.
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Anche i personaggi mi sono piaciuti molto: ognuno ha una propria personalità e caratteristiche che lo rendono riconoscibile, sia fisicamente sia dal punto di vista psicologico. I diversi poteri sono uno degli elementi che ho trovato più intriganti, soprattutto per le possibilità che aprono all'interno della vicenda.
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Tra tutti, però, la mia coppia preferita è senza dubbio Eiko e Bart! ⚡ Il loro modo di interagire crea una dinamica che mi ha conquistata, anche perché Eiko conserva un'aura di mistero che, arrivata alla fine del libro, mi lascia ancora con tantissime domande.
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E a proposito di domande…
MA QUANTE COSE SONO RIMASTE IN SOSPESO?! 😂
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Senza fare spoiler, posso dirvi che i colpi di scena accompagnano la lettura fino alla fine e che, invece di trovare tutte le risposte, più si va avanti più gli interrogativi aumentano. Alcuni nodi sono diventati talmente grandi che ormai servirebbe un intero gomitolo per venirne a capo!
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Il finale, poi, lascia tutto apertissimo. E quando dico apertissimo, intendo proprio che avrei voluto avere immediatamente tra le mani il secondo volume. Perché adesso ho bisogno di risposte, di capire meglio alcuni personaggi e di scoprire dove ci porterà questa storia.
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Insomma, Il risveglio di Giuda è stata una lettura coinvolgente, ricca di sorprese e capace di tenermi incollata alle pagine. Sono curiosissima di scoprire come si concluderà questa duologia!
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⁉️E ora ditemi: vi piacciono i libri che vi tengono incollati alle pagine con continui colpi di scena oppure preferite le storie dal ritmo più lento?
Vi piace quando un libro vi da li vibes di altri libri come mi è successo in questo caso?
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Vi aspetto nei commenti 
Io, intanto, aspetto il secondo volume Fabio! 👀📚
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La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia 

mercoledì 14 ottobre 2026

Recensione "Nero come il mare - Charlotte McConaughey

Ci sono libri che sembrano avere tutte le carte in regola per conquistarci, di cui sentiamo parlare benissimo e dai quali finiamo per aspettarci tantissimo. Nero come il mare è stato uno di questi per me.
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Eppure, nonostante abbia trovato diversi aspetti interessanti, non è riuscito a conquistarmi del tutto.
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La storia ci porta a Shearwater, una piccola isola remota non lontana dall’Antartide, minacciata dall’innalzamento del livello del mare e custode di un prezioso deposito di semi. Qui vivono Dominic Salt e i suoi tre figli, ormai abituati a un’esistenza isolata dal resto del mondo. L’arrivo di Rowan, una donna ritrovata sulla spiaggia dopo una terribile tempesta, rompe questo fragile equilibrio e porta con sé domande, segreti e nuove dinamiche familiari.
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Fin dalle prime pagine, il romanzo sembra volerci trascinare in un thriller carico di tensione, nel quale la ricerca di un uomo e gli interrogativi legati all’arrivo di Rowan fanno nascere una serie di aspettative. Io mi aspettavo proprio questo: un mistero capace di tenermi con il fiato sospeso, una tensione crescente e quella voglia irrefrenabile di continuare a leggere per scoprire cosa si nasconde dietro gli eventi.
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Quello che ho trovato, però, è stato qualcosa di diverso.
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La tensione iniziale, almeno per me, si è progressivamente attenuata, lasciando spazio alla quotidianità su un’isola impervia, alle relazioni tra i personaggi e ai legami che si costruiscono, si incrinano e si trasformano. Il mistero rimane in un primo momento sullo sfondo, ma il cuore della narrazione diventa sempre più il mondo interiore dei protagonisti.
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Ed è proprio qui che ho avvertito una certa distanza tra le mie aspettative e ciò che il libro voleva raccontarmi. Non è tanto una questione di cosa accade, quanto di quanto spazio viene dato alle diverse componenti della storia. Avrei voluto sentire maggiormente la tensione del thriller, mentre mi sono ritrovata immersa in una narrazione più introspettiva, fatta di silenzi, dolore e rapporti umani.
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Questo non significa che abbia trovato questi aspetti poco interessanti. Anzi.
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Uno dei temi che ho apprezzato maggiormente è quello della famiglia e del ruolo dei genitori. Quanto il dolore di un adulto possa influenzare la vita dei figli, quanto sia difficile proteggerli senza finire per condizionarli e quanto le scelte fatte per amore possano avere conseguenze che non sempre siamo in grado di prevedere. I personaggi sono segnati dalle proprie esperienze e dai propri traumi, e il loro modo di affrontare la sofferenza influenza profondamente le relazioni che instaurano.
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C'è poi il tema della morte, della perdita e di ciò che resta quando qualcuno non c'è più. Il lutto non viene raccontato soltanto come un evento da superare, ma come qualcosa che continua a vivere nelle persone, condizionandone le decisioni e il modo di guardare al futuro.
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E sullo sfondo, ma tutt'altro che marginale, troviamo il cambiamento climatico. L'isola che rischia di scomparire, la natura ostile e l'isolamento dei protagonisti rendono tangibile la fragilità di un mondo che sta cambiando. Il deposito di semi assume un significato che va oltre la sua funzione concreta: conservare ciò che esiste oggi nella speranza che possa esserci ancora un domani. Una riflessione sulla perdita, sulla sopravvivenza e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future.
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Ho apprezzato questa dimensione del romanzo e il modo in cui la fragilità della natura si intreccia con quella umana. Anche l'ambientazione è uno degli elementi che contribuiscono a rendere la storia particolare, perché l'isola non è semplicemente il luogo in cui si svolgono gli eventi, ma una presenza che condiziona la vita e le scelte di chi la abita.
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Perché, allora, non mi ha coinvolta del tutto?
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Perché, pur riconoscendo i temi importanti e le diverse sfaccettature della storia, non ho provato quel coinvolgimento che mi aspettavo. Avrei voluto una componente thriller più incisiva e una tensione più costante. La parte dedicata alla quotidianità, alle dinamiche familiari e ai legami ha finito per occupare uno spazio maggiore di quello che avrei desiderato, rendendo la lettura diversa da come l'avevo immaginata.
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Forse è proprio qui che si gioca tutto: sono entrata in questa storia aspettandomi soprattutto un thriller, mentre mi sono ritrovata davanti a un romanzo che utilizza il mistero per parlare anche di famiglia, dolore, perdita e ambiente.
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E non è necessariamente un difetto del libro. È semplicemente una questione di aspettative e di sensibilità personale.
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Capisco perché tanti lettori lo abbiano amato e riconosco il valore delle tematiche affrontate, ma, almeno per me, non è stata una lettura indimenticabile.
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Nero come il mare è un romanzo che intreccia mistero, natura e relazioni umane, ma che consiglierei soprattutto a chi cerca una storia introspettiva e ricca di temi da approfondire, più che un thriller dal ritmo serrato.
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Ringrazio la @fazieditore per la copia 💙
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⁉️E adesso sono curiosa di sapere la vostra: avete letto Nero come il mare? Vi ha conquistato oppure, come è successo a me, vi aspettavate qualcosa di diverso? 💬
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Vi aspetto nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

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