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venerdì 23 ottobre 2026

Recensione "Le madri" - Carmen Mola

Ci sono thriller in cui puoi anche arrivare a intuire qualche dettaglio prima dei protagonisti, ma questo non significa necessariamente aver capito tutto. E con Le madri di Carmen Mola è stato proprio così.
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La storia parte da un ritrovamento agghiacciante: il corpo di un uomo, mutilato in modo atroce, con un feto al posto degli organi interni. Quando un secondo omicidio presenta le stesse caratteristiche, per Elena Blanco e la sua squadra della BAC diventa fondamentale capire cosa colleghi le vittime e quale significato si nasconda dietro un rituale tanto macabro.
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Ma più l'indagine procede, più ci si rende conto che non si tratta soltanto di trovare un assassino. Ci sono persone che sembrano intoccabili, segreti che qualcuno vuole a tutti i costi proteggere e una rete di interessi che si spinge molto più lontano di quanto si potrebbe immaginare.
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Quello che mi è piaciuto di questo libro è stato proprio seguire il filo dell'indagine e cercare di capire cosa ci fosse davvero dietro. Qualcosa l'avevo intuita, ma volevo arrivare fino in fondo e scoprire chi si nascondesse dietro tutto questo. E, anche quando pensavo di aver individuato una direzione, non avevo ancora tutti i pezzi del puzzle.
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Tra corruzione, interessi legati al potere, identità nascoste, intrecci sentimentali e rituali oscuri, la storia si arricchisce di tante sfaccettature che vanno ben oltre il semplice caso da risolvere. È un thriller crudo, con una vicenda disturbante e una rete di segreti che tiene viva la curiosità di capire dove si voglia arrivare.
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E poi c'è Elena Blanco, con il suo passato e le sue ferite, che si percepiscono anche senza conoscere tutto quello che ha vissuto nei libri precedenti.
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Perché sì, io ho iniziato proprio da questo, il quarto volume della serie, e temevo che mi mancassero troppi tasselli per riuscire ad apprezzarlo. Invece, pur intuendo che alcune dinamiche personali avessero radici nei romanzi precedenti, sono riuscita a seguire l'indagine senza sentirmi persa e senza avere la sensazione di essermi rovinata la lettura.
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Anzi, mi è rimasta la voglia di tornare indietro e cominciare dal primo volume. Voglio conoscere meglio Elena, capire cosa l'abbia segnata e scoprire come si sia arrivati alla donna che ho incontrato in queste pagine. Perché, a volte, un personaggio riesce a incuriosirti proprio attraverso ciò che ancora non sai di lui.
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Ringrazio Salani Editore per avermi inviato questa collaborazione in formato digitale del romanzo.💙

⁉️E ora vi chiedo ...
Avete mai iniziato una serie da un volume successivo al primo? Siete stati fortunati come me?
Per chi ha già conosciuto Elena Blanco: secondo voi, vale la pena recuperare i volumi precedenti?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

martedì 20 ottobre 2026

Recensione "Questo cuore è una casa" - Dionisio Siri

Ci sono libri che raccontano una storia e altri che ci invitano a entrare direttamente nei pensieri e nel cuore di chi la sta vivendo. Questo cuore è casa di Dionisio Siri appartiene a questa seconda categoria.
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Dopo aver letto Luna & Sole, che mi aveva colpita per il suo modo delicato e profondo di raccontare la ricerca di sé, ritrovo in Dionisio  quella sensibilità che avevo già avuto modo di apprezzare. Anche questa volta, l'autore sceglie di mettersi a nudo, affidando alle parole pensieri, paure e fragilità che spesso facciamo fatica persino a riconoscere dentro di noi.
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Attraverso il rapporto con Amelio, ci accompagna in un percorso fatto di attese, silenzi, ritorni e domande. C'è la paura di non sentirsi abbastanza, il bisogno di essere desiderati, il timore di essere soltanto ospiti nella vita di qualcuno. E c'è quella sensazione, così difficile da spiegare, di poter amare profondamente un'altra persona e, allo stesso tempo, sentirsi ancora lontani da se stessi.
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La narrazione assume la forma di un diario intimo, in cui i giorni si susseguono e i pensieri prendono spazio, lasciando emergere emozioni che non sempre trovano una risposta. Non è una storia fatta di grandi avvenimenti, quanto piuttosto un viaggio interiore in cui sono i dettagli, le parole non dette e ciò che rimane in sospeso ad assumere significato.
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Il messaggio che attraversa queste pagine è quello di imparare ad abitare se stessi. Perché l'amore può essere una carezza, un sostegno, una presenza capace di aiutarci a ritrovare il nostro equilibrio, ma non può diventare l'unico posto in cui sentirci al sicuro. Prima ancora di cercare casa nello sguardo di qualcun altro, dobbiamo imparare a riconoscerla dentro di noi.
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Ed è proprio questa la riflessione che trovo più significativa: non dobbiamo smettere di essere fragili per essere amati, ma imparare a non considerarci meno degni d'amore a causa delle nostre fragilità.
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Ringrazio di cuore Dionisio per avermi affidato anche questa sua opera e per il coraggio di raccontarsi senza nascondere le parti più vulnerabili di sé. Mettere a nudo i propri pensieri significa anche offrire agli altri la possibilità di riconoscersi, di sentirsi compresi e, magari, un po' meno soli.
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Perché, in fondo, sentirsi a casa non significa soltanto trovare qualcuno disposto ad accoglierci, ma imparare, poco alla volta, ad accogliere anche noi stessi. ❤️

⁉️E voi, pensate che per amare davvero qualcuno sia necessario prima imparare ad amare se stessi? 
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
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#bookstagramitalia

venerdì 16 ottobre 2026

Recensione "Il risveglio di Giuda - Prima parte" - Fabio Suraci

Ci sono storie che hanno bisogno di tempo per ingranare e poi ci sono quelle che partono subito in quarta. Il risveglio di Giuda di Fabio Suraci appartiene decisamente alla seconda categoria!
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Ho avuto il piacere di leggerlo grazie al gruppo di lettura organizzato da Anna, in collaborazione con l'autore, un'esperienza che mi ha permesso di iniziare questo viaggio direttamente insieme a Fabio, condividendo le prime impressioni già dalla lettura dei capitoli iniziali. 
Ringrazio anche la @pleasure_edizioni che mi ha fornito la copia digitale in anteprima ✨
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La prima cosa che mi ha conquistata è il ritmo. La storia è dinamica, avventurosa e ricca di colpi di scena. I capitoli brevi invogliano a proseguire continuamente e ogni volta che pensi di poterti fermare arriva qualcosa che ti spinge a leggere ancora. Il classico libro del «solo un altro capitolo»… che alla fine ti ritrovi a divorare in un paio di giorni!
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Al centro della storia c'è un mistero legato alla Sacra Sindone, attorno al quale si intrecciano avventura, segreti e capacità soprannaturali. Un enigma che coinvolge i protagonisti e che si sviluppa pagina dopo pagina, accompagnando il lettore in una vicenda in cui nulla sembra essere davvero semplice come appare.
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Ciò che ho apprezzato maggiormente è il mix di generi che caratterizza il romanzo. Leggendolo, ho ritrovato le atmosfere de "Il codice Da Vinci" di Dan Brown, con i suoi misteri e la sua componente avventurosa, unite a elementi soprannaturali che mi hanno ricordato la serie "Shatter Me" di Tahereh Mafi. A tutto questo si aggiungono dinamiche romantiche che arricchiscono ulteriormente la storia.
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Insomma, un connubio che ho trovato davvero interessante e che, secondo me, potrebbe conquistare chi ama le storie in cui mistero, azione, poteri speciali e sentimenti si intrecciano.
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Anche i personaggi mi sono piaciuti molto: ognuno ha una propria personalità e caratteristiche che lo rendono riconoscibile, sia fisicamente sia dal punto di vista psicologico. I diversi poteri sono uno degli elementi che ho trovato più intriganti, soprattutto per le possibilità che aprono all'interno della vicenda.
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Tra tutti, però, la mia coppia preferita è senza dubbio Eiko e Bart! ⚡ Il loro modo di interagire crea una dinamica che mi ha conquistata, anche perché Eiko conserva un'aura di mistero che, arrivata alla fine del libro, mi lascia ancora con tantissime domande.
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E a proposito di domande…
MA QUANTE COSE SONO RIMASTE IN SOSPESO?! 😂
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Senza fare spoiler, posso dirvi che i colpi di scena accompagnano la lettura fino alla fine e che, invece di trovare tutte le risposte, più si va avanti più gli interrogativi aumentano. Alcuni nodi sono diventati talmente grandi che ormai servirebbe un intero gomitolo per venirne a capo!
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Il finale, poi, lascia tutto apertissimo. E quando dico apertissimo, intendo proprio che avrei voluto avere immediatamente tra le mani il secondo volume. Perché adesso ho bisogno di risposte, di capire meglio alcuni personaggi e di scoprire dove ci porterà questa storia.
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Insomma, Il risveglio di Giuda è stata una lettura coinvolgente, ricca di sorprese e capace di tenermi incollata alle pagine. Sono curiosissima di scoprire come si concluderà questa duologia!
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⁉️E ora ditemi: vi piacciono i libri che vi tengono incollati alle pagine con continui colpi di scena oppure preferite le storie dal ritmo più lento?
Vi piace quando un libro vi da li vibes di altri libri come mi è successo in questo caso?
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Vi aspetto nei commenti 
Io, intanto, aspetto il secondo volume Fabio! 👀📚
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La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia 

mercoledì 14 ottobre 2026

Recensione "Nero come il mare - Charlotte McConaughey

Ci sono libri che sembrano avere tutte le carte in regola per conquistarci, di cui sentiamo parlare benissimo e dai quali finiamo per aspettarci tantissimo. Nero come il mare è stato uno di questi per me.
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Eppure, nonostante abbia trovato diversi aspetti interessanti, non è riuscito a conquistarmi del tutto.
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La storia ci porta a Shearwater, una piccola isola remota non lontana dall’Antartide, minacciata dall’innalzamento del livello del mare e custode di un prezioso deposito di semi. Qui vivono Dominic Salt e i suoi tre figli, ormai abituati a un’esistenza isolata dal resto del mondo. L’arrivo di Rowan, una donna ritrovata sulla spiaggia dopo una terribile tempesta, rompe questo fragile equilibrio e porta con sé domande, segreti e nuove dinamiche familiari.
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Fin dalle prime pagine, il romanzo sembra volerci trascinare in un thriller carico di tensione, nel quale la ricerca di un uomo e gli interrogativi legati all’arrivo di Rowan fanno nascere una serie di aspettative. Io mi aspettavo proprio questo: un mistero capace di tenermi con il fiato sospeso, una tensione crescente e quella voglia irrefrenabile di continuare a leggere per scoprire cosa si nasconde dietro gli eventi.
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Quello che ho trovato, però, è stato qualcosa di diverso.
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La tensione iniziale, almeno per me, si è progressivamente attenuata, lasciando spazio alla quotidianità su un’isola impervia, alle relazioni tra i personaggi e ai legami che si costruiscono, si incrinano e si trasformano. Il mistero rimane in un primo momento sullo sfondo, ma il cuore della narrazione diventa sempre più il mondo interiore dei protagonisti.
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Ed è proprio qui che ho avvertito una certa distanza tra le mie aspettative e ciò che il libro voleva raccontarmi. Non è tanto una questione di cosa accade, quanto di quanto spazio viene dato alle diverse componenti della storia. Avrei voluto sentire maggiormente la tensione del thriller, mentre mi sono ritrovata immersa in una narrazione più introspettiva, fatta di silenzi, dolore e rapporti umani.
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Questo non significa che abbia trovato questi aspetti poco interessanti. Anzi.
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Uno dei temi che ho apprezzato maggiormente è quello della famiglia e del ruolo dei genitori. Quanto il dolore di un adulto possa influenzare la vita dei figli, quanto sia difficile proteggerli senza finire per condizionarli e quanto le scelte fatte per amore possano avere conseguenze che non sempre siamo in grado di prevedere. I personaggi sono segnati dalle proprie esperienze e dai propri traumi, e il loro modo di affrontare la sofferenza influenza profondamente le relazioni che instaurano.
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C'è poi il tema della morte, della perdita e di ciò che resta quando qualcuno non c'è più. Il lutto non viene raccontato soltanto come un evento da superare, ma come qualcosa che continua a vivere nelle persone, condizionandone le decisioni e il modo di guardare al futuro.
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E sullo sfondo, ma tutt'altro che marginale, troviamo il cambiamento climatico. L'isola che rischia di scomparire, la natura ostile e l'isolamento dei protagonisti rendono tangibile la fragilità di un mondo che sta cambiando. Il deposito di semi assume un significato che va oltre la sua funzione concreta: conservare ciò che esiste oggi nella speranza che possa esserci ancora un domani. Una riflessione sulla perdita, sulla sopravvivenza e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti delle generazioni future.
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Ho apprezzato questa dimensione del romanzo e il modo in cui la fragilità della natura si intreccia con quella umana. Anche l'ambientazione è uno degli elementi che contribuiscono a rendere la storia particolare, perché l'isola non è semplicemente il luogo in cui si svolgono gli eventi, ma una presenza che condiziona la vita e le scelte di chi la abita.
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Perché, allora, non mi ha coinvolta del tutto?
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Perché, pur riconoscendo i temi importanti e le diverse sfaccettature della storia, non ho provato quel coinvolgimento che mi aspettavo. Avrei voluto una componente thriller più incisiva e una tensione più costante. La parte dedicata alla quotidianità, alle dinamiche familiari e ai legami ha finito per occupare uno spazio maggiore di quello che avrei desiderato, rendendo la lettura diversa da come l'avevo immaginata.
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Forse è proprio qui che si gioca tutto: sono entrata in questa storia aspettandomi soprattutto un thriller, mentre mi sono ritrovata davanti a un romanzo che utilizza il mistero per parlare anche di famiglia, dolore, perdita e ambiente.
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E non è necessariamente un difetto del libro. È semplicemente una questione di aspettative e di sensibilità personale.
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Capisco perché tanti lettori lo abbiano amato e riconosco il valore delle tematiche affrontate, ma, almeno per me, non è stata una lettura indimenticabile.
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Nero come il mare è un romanzo che intreccia mistero, natura e relazioni umane, ma che consiglierei soprattutto a chi cerca una storia introspettiva e ricca di temi da approfondire, più che un thriller dal ritmo serrato.
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Ringrazio la @fazieditore per la copia 💙
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⁉️E adesso sono curiosa di sapere la vostra: avete letto Nero come il mare? Vi ha conquistato oppure, come è successo a me, vi aspettavate qualcosa di diverso? 💬
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Vi aspetto nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

martedì 6 ottobre 2026

Recensione "A sorella prediletta" - Sonia Milan

Ci sono libri che ti prendono subito e ti trasportano nel loro mondo fatto di dettagli e storie e altri che, nonostante siano ricchi di entrambi, non ti danno fino in fondo quello che promettono.
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Oggi vi parlo del libro di Sonia Milan "La sorella prediletta" edito @garzantieditore che ringrazio per la collaborazione ✨🙏🏼
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Dopo aver amato molto La primogenita, letto lo scorso anno, ero davvero curiosa di tornare tra le pagine di Sonia Milan. E anche questa volta ho ritrovato uno degli elementi che più caratterizzano la sua scrittura: la capacità di mescolare storia e finzione, inserendo nella narrazione personaggi realmente esistiti, avvenimenti storici e una grande quantità di ricerca e documentazione.
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La storia parte nella Parigi degli anni Venti, dove conosciamo Estelle e Olympia, due sorelle molto diverse tra loro, unite però da un legame profondissimo. Attorno a loro ruota la vicenda di Paul, un giovane aspirante scrittore, e di un misterioso romanzo che diventerà uno dei fili conduttori della storia.
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Decenni dopo, a Roma, sarà Caterina, una giovane giornalista, a cercare di ricostruire la verità dietro quel romanzo e dietro una serie di coincidenze e legami che sembrano attraversare il tempo.
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Ed è proprio qui che ho avuto qualche difficoltà.
Ho apprezzato molto l’idea alla base del romanzo e soprattutto il modo in cui, poco alla volta, i diversi fili della storia finiscono per ricongiungersi. Il tema della memoria, dei legami che sopravvivono al tempo e delle tracce che lasciamo dietro di noi mi è piaciuto molto.
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Ho trovato particolarmente interessante anche tutta la parte legata alla encefalite letargica, una malattia realmente esistita e molto misteriosa che colpì migliaia di persone negli anni Venti. La quantità di ricerca che Sonia Milan ha riversato nel romanzo è evidente e, a fine lettura, ho apprezzato ancora di più le note dell’autrice e tutto il lavoro di documentazione che c’è dietro.
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Il problema, però, è stato proprio questo: a volte ho avuto la sensazione che ci fosse troppo.
Troppi personaggi, troppe vicende, troppi riferimenti storici e troppe coincidenze che finiscono per collegare tra loro i diversi periodi temporali. Tutto è chiaramente costruito per arrivare alla chiusura del cerchio, ma per me, in alcuni momenti, questa complessità ha finito per appesantire la narrazione.
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Paradossalmente, ho preferito la parte ambientata nel presente, perché la ricerca di Caterina mi ha dato maggiore dinamismo e mi spingeva a voler capire dove l’avrebbe portata. La parte del passato, invece, soprattutto all’inizio, l’ho trovata più lenta e ho fatto un po’ di fatica a comprendere quale sarebbe stato il nesso tra tutti gli elementi che venivano introdotti.
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E qui arriva inevitabilmente il confronto con La primogenita.
Per me il precedente romanzo di Sonia Milan rimane superiore.
L’ho trovato più equilibrato, più fluido e capace di farmi entrare nella storia con maggiore immediatezza. 
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In La sorella prediletta ho ritrovato la stessa grande passione per la storia e per la ricerca, ma questa volta credo che l’autrice abbia voluto mettere davvero tantissimo dentro una sola storia.
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Questo non significa che non abbia apprezzato il romanzo. La storia di fondo mi è piaciuta, così come il modo in cui alla fine tutti i fili vengono ricondotti al loro punto di partenza. E il tema delle due sorelle, dell’amore, delle scelte e dei legami capaci di attraversare il tempo lascia sicuramente qualcosa.
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Semplicemente, avrei preferito un po’ meno.
Perché a volte una storia non ha bisogno di aggiungere un altro filo per essere ancora più ricca: ha bisogno soltanto di lasciare spazio a quelli che già ci sono.
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Una lettura che quindi consiglio soprattutto a chi ama i romanzi storici ricchi di ricerca, personaggi realmente esistiti e storie che si sviluppano su più piani temporali. Ma se avete letto La primogenita, sono curiosa di sapere una cosa:
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⁉️E ora vi chiedo .. conoscete l'autrice?
Avete letto qualcosa di suo? Vi piacciono i romanzi che mescolando personaggi fittizi a quelli realmente esistiti?
Avete sorelle o fratelli? Com è il vostro rapporto?
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Vi aspetto nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#booklovers

martedì 29 settembre 2026

Recensione "L'inverno della levatrice" - Ariel Lawhon

Ci sono libri che si leggono lentamente ma non perché sono noiosi!
Ci ho messo quasi due settimane a leggere "L'inverno della levatrice" di @ariellawhon che con 485 pagine, una scrittura piuttosto fitta e una storia che, per essere assaporata davvero, richiede il suo tempo per essere assaporato e ringrazio la @neripozza per avermi permesso di leggerla mandandomene una copia 🙏🏼🍀
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Ma non lo definirei un libro lento nel senso negativo del termine. Anzi, inizia subito in quarta.
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Martha Ballard, la protagonista, è una levatrice realmente esistita nel Maine di fine Settecento. Facciamo la sua conoscenza mentre fa nascere una bambina e, poco dopo, viene chiamata a esaminare il corpo di un uomo ritrovato intrappolato nel ghiaccio del fiume Kennebec.
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Da quel momento si intrecciano le indagini sulla sua morte, il processo, le testimonianze e un caso di violenza avvenuto mesi prima. Ma insieme a tutto questo c'è la vita di Martha: le nascite che continua ad assistere, le persone che cura, la sua famiglia, il marito, i figli e la comunità nella quale vive.
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Ed è proprio questo continuo alternarsi tra mistero, indagini e vita quotidiana a dare al romanzo il suo ritmo. È una storia che procede con calma, sì, ma è una calma che mi ha avvolta.
Ogni volta che mi sedevo a leggere avevo la sensazione di entrare in una specie di bolla e di essere trasportata completamente in un'altra epoca. Non avevo fretta di uscirne.
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Forse perché, mentre leggevo, avevo continuamente presente una cosa: Martha Ballard è esistita davvero.
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L'autrice parte infatti dal suo diario, iniziato nel 1785, quando Martha aveva cinquant'anni, e proseguito per 27 anni. Un diario nel quale questa donna annotava nascite, morti, malattie, lavoro, famiglia e avvenimenti della sua comunità.
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E questa consapevolezza ha reso per me la lettura ancora più particolare.
Era quasi come se, attraverso la narrativa di Lawhon, stessi guardando quell'epoca attraverso gli occhi di Martha.
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Mi sono affezionata piano piano a lei, alla sua famiglia e alle persone che le stanno intorno. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui l'autrice riesce a mostrarci una donna che, pur non avendo un ruolo ufficiale di potere, è una presenza fondamentale all'interno della sua comunità.
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E poi c'è l'ambientazione, che ho adorato.
Siamo in un'America appena nata, in un periodo in cui tutto sembra ancora in costruzione: le comunità, le proprietà, i rapporti di potere, le leggi. Ci sono le concessioni di terra, i rapporti con le popolazioni indigene, la religione, la giustizia e una società in cui le donne hanno pochissimo potere ufficiale.

Tutto questo mi ha ricordato tantissimo Outlander.

Non perché le due storie siano uguali, ma per quella sensazione di trovarsi in un'America ancora selvaggia e in trasformazione, dove la Storia e la vita quotidiana si intrecciano continuamente.
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E poi, una delle cose che ho apprezzato di più, è arrivata alla fine del libro.
Nelle note conclusive Ariel Lawhon racconta come è arrivata alla storia di Martha Ballard, come si è documentata, quali elementi del diario e degli avvenimenti reali ha utilizzato e soprattutto cosa ha cambiato rispetto ai fatti realmente accaduti e perché.

Sappiamo infatti che molti degli avvenimenti raccontati nel romanzo sono realmente documentati, ma Lawhon li ha modificati, intrecciati e concentrati in quell'inverno del 1789 per costruire la storia che leggiamo.
E leggere queste spiegazioni dopo aver terminato il romanzo, per me, lo ha impreziosito ancora di più.
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Mi ha fatto venire voglia di tornare con la mente alle pagine appena lette e distinguere ciò che apparteneva alla vera Martha da ciò che era frutto dell'immaginazione dell'autrice.
È stata una lettura impegnativa? Sì.
Ci ho messo parecchio tempo, anche per la mole del libro e per la scrittura piuttosto fitta.
Ma è stata soprattutto una lettura che mi ha accompagnata.✨
E quando sono arrivata all'ultima pagina, nonostante tutte quelle pagine e tutte quelle ore trascorse insieme, mi sono accorta di una cosa:

mi dispiaceva lasciare Martha.

Ed è forse questo il complimento più sincero che posso fare a questo libro.
💬 E ora vi chiedo...
Avete mai letto un romanzo storico che vi abbia fatto sentire davvero trasportati in un'altra epoca?
Conoscete già la storia di Martha Ballard o avete letto L'inverno della levatrice?
E soprattutto: qual è quel libro che, una volta arrivati all'ultima pagina, vi ha lasciato quella sensazione di non voler salutare i suoi personaggi?
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Vi leggo volentieri nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

venerdì 25 settembre 2026

Recensione "Cuori in prestito" - Lucy Gilmore

Ci sono libri che ti piacciono e poi ci sono libri che, arrivata all’ultima pagina, ti fanno pensare a quanto siano riusciti a raccontare molto più di quello che sembrava all’inizio.
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Cuori in prestito di Lucy Gilmore è decisamente uno di questi.
Prima di parlarvene, voglio ringraziare la Nord Edizioni per avermi dato l'opportunità di leggere questo libro.💙
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Chloe ha lasciato l’università per tornare a casa e occuparsi dei suoi tre fratelli più piccoli, dopo che la madre ha deciso di abbandonare la famiglia. Lavora come tuttofare per il Comune e, tra i vari incarichi, si ritrova a lavorare nella biblioteca della sua città.
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È proprio lì che scopre qualcosa di particolare: messaggi nascosti tra le pagine di vecchi libri, scritti più di sessant’anni prima.
Una nota rimanda a un altro libro, che conduce a un’altra nota e poi a un altro ancora. Chloe inizia così una vera e propria caccia al tesoro letteraria per ricostruire la storia di due ragazzi che si sono conosciuti nel 1960: Catherine e Jasper.
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E questa è una delle cose che ho amato di più: seguire una storia d’amore attraverso i libri, mentre passato e presente iniziano lentamente a intrecciarsi.
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Nel presente, Jasper è il vicino di casa burbero e apparentemente scontroso che da anni osserva da lontano la famiglia di Chloe. Nel passato, invece, lo conosciamo giovane, timido e insicuro quando incontra Catherine. Tra loro nasce una storia d’amore fatta di messaggi nascosti, libri e sentimenti sempre più profondi.
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Ma più Chloe ricostruisce la loro storia, più si rende conto che dietro quei messaggi c’è molto più di una semplice storia d’amore.
Ci sono famiglia, responsabilità, sacrificio, abbandono, rimpianti e seconde possibilità. E soprattutto ci sono persone che, in momenti diversi della loro vita, hanno dovuto scegliere tra ciò che desideravano e ciò che pensavano fosse giusto per gli altri.
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E Jasper, il mio cuoricino.💕
È il personaggio che mi ha conquistata di più. All’inizio sembra soltanto il classico vicino burbero, ma più si scopre della sua vita, più si comprende quanto ci sia dietro quella scorza. Jasper ha passato gran parte della sua vita a prendersi cura degli altri, mettendo da parte se stesso.
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Ed è impossibile non vedere il parallelismo con Chloe: due persone appartenenti a generazioni diverse, ma accomunate dall’aver dovuto diventare grandi troppo presto e mettere in pausa la propria vita per la famiglia.
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Mi è piaciuto tantissimo anche il modo in cui il libro ci porta a cambiare prospettiva sui personaggi man mano che scopriamo nuovi pezzi della loro storia. Anche Catherine, con le sue scelte dolorose e discutibili, diventa impossibile da racchiudere semplicemente in un giudizio.
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Perché Cuori in prestito non parla di persone perfette. Parla di persone che fanno delle scelte, che sbagliano, che soffrono e che devono convivere con le conseguenze di ciò che hanno fatto.
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E forse è proprio questo che mi ha emozionata di più: il libro non prova a restituire ai suoi personaggi il tempo perduto. Offre loro qualcosa di diverso: la possibilità di guardarsi finalmente negli occhi e capire ciò che per una vita intera è rimasto irrisolto.
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Sono arrivata alla fine con la sensazione che questa storia mi avesse dato molto più di una semplice storia romantica.
Mi ha emozionata, mi ha fatto affezionare profondamente ai suoi personaggi e mi ha ricordato che, a volte, una seconda possibilità non serve a cancellare il passato, ma semplicemente a permetterci di viverne finalmente un pezzo che credevamo perduto.
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E adesso ditemi voi: avete mai letto una storia in cui i libri diventano il ponte tra passato e presente? 📚
Vi piace leggere di libri nei libri?
Conoscete questa autrice?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

venerdì 18 settembre 2026

Recensione "Soffio" - Giulio Ingrosso


Non è facile recensire Soffio, perché è una graphic novel molto breve, ma dentro quelle poche pagine c'è davvero tanto.
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La storia parla di un piccolo fuoco fatuo, Soffio, nato in modo diverso da tutti gli altri. Gli altri fuochi fatui nascono dalle persone appena morte e possono nutrirsi della loro luce. Lui, invece, nasce da una persona ancora viva e proprio per questo non riesce a fare ciò che fanno gli altri.
Si sente diverso, non riesce a trovare il suo posto e comincia così una ricerca per capire di cosa possa nutrirsi.
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Durante questo viaggio arriva in una stanza, dove incontra una bambina malata di fibrosi cistica.
E da qui, per me, la storia cambia completamente.
Soffio è attratto da lei perché percepisce qualcosa di diverso, ma non vuole farle del male. Lei, invece, non ha paura di quella piccola creatura che dovrebbe essere spaventosa. Anzi, gli parla, lo ascolta e gli chiede di restare.
Ed è proprio il loro incontro che mi ha emozionata di più.
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Perché Soffio parla della morte, ma soprattutto parla di vita. Del tempo che abbiamo, del desiderio di vivere e di quanto possa essere importante anche semplicemente avere qualcuno accanto con cui condividere quel tempo.
Ho trovato molto bello anche il modo in cui viene raccontata la malattia, facendola entrare nella storia con delicatezza.
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E poi ci sono le illustrazioni, che ho adorato.
Il nero della notte fa da sfondo a questi piccoli fuochi fatui coloratissimi e crea delle tavole davvero suggestive. È una graphic novel che, secondo me, va anche un po' guardata oltre che letta.
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Ma c'è una parte della nuova edizione che mi ha colpita particolarmente: alla fine del volume vengono raccontate le storie e le testimonianze di alcune persone che convivono con la fibrosi cistica.
E qui succede una cosa molto bella: a ciascuna di queste persone l'autore ha affiancato il suo piccolo Soffio.
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Mi è piaciuto tantissimo vedere queste fotografie e leggere le loro storie, perché a quel punto quel personaggio che avevo appena conosciuto attraverso la fantasia sembrava quasi uscire dalle pagine per stare accanto a persone reali.
Tra queste c'è anche una bambina che si chiama Sofia. Una coincidenza curiosa, che lo stesso autore racconta, visto il nome della protagonista della storia.
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E forse è proprio questo che mi ha lasciato Soffio: il passaggio dalla fantasia alla realtà.
Prima conosci un piccolo fuoco fatuo che cerca disperatamente qualcosa di cui nutrirsi. Poi incontri persone vere, con le loro storie, le loro difficoltà e la loro voglia di vivere.
E improvvisamente quella storia assume un significato ancora più grande.
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Mi ha emozionata. Tanto.
E non mi aspettavo che una graphic novel così breve riuscisse a lasciarmi addosso così tante sensazioni.
Una lettura delicata, colorata e allo stesso tempo capace di affrontare un tema difficile con grande sensibilità.
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Grazie a Tora Edizioni per avermi coinvolta in questa collaborazione e avermi dato la possibilità di conoscere questa nuova edizione di Soffio.
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⁉️E ora vi chiedo, la leggereste?
Avete mai letto una storia che, pur essendo breve, è riuscita a lasciarvi qualcosa a lungo?
Quanto pensate che possa cambiare il significato di una storia quando, dopo averla letta, incontriamo le persone e le esperienze reali che l’hanno ispirata?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

mercoledì 9 settembre 2026

Delitto tra le tartarughe - Roberta Di Como

Ci sono libri che richiedono giorni per essere letti e altri che, in poche ore, riescono semplicemente a farti compagnia. Delitto tra le tartarughe di @robertadicomo appartiene decisamente alla seconda categoria.
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La protagonista è Lisa, una ragazza amante della natura e appassionata di gialli, che decide di partire per la Puglia per assistere alla schiusa delle uova delle tartarughe marine. Quello che doveva essere un viaggio rilassante si trasforma però molto presto in qualcosa di completamente diverso.
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Dopo aver conosciuto Marco, giovane impegnato nella tutela delle tartarughe, Lisa viene invitata a una cena di famiglia per il compleanno del padre del ragazzo. Una serata che sembra procedere piacevolmente, ma che nasconde già qualche tensione, fino al risveglio del mattino seguente: il padre di Marco viene trovato morto.
Da quel momento comincia l'indagine.
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Lisa, che ama leggere gialli e si ritrova improvvisamente dentro uno di quei misteri che tanto la appassionano sulla carta, riesce a convincere il commissario a permetterle di assistere agli interrogatori della famiglia. Tra sospetti, dichiarazioni e indizi, l'indagine procede rapidamente e porta gli investigatori verso un possibile colpevole.
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Ma Lisa non è convinta e in combutta con il commissario e da una sua intuizione, insieme al coraggio di seguire fino in fondo ciò che non le torna, incastra il vero colpevole e cerca di evitare che un innocente paghi per un delitto che non ha commesso.
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È un piccolo giallo, e quando dico piccolo lo intendo davvero: con le sue 100 pagine si legge tranquillamente in poche ore.
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La scrittura è semplice e diretta, così come lo è la storia. Non aspettatevi quindi un intreccio particolarmente elaborato, una lunga serie di piste da seguire o un'indagine piena di colpi di scena: tutto si sviluppa piuttosto velocemente, anche perché lo spazio a disposizione è davvero limitato.
Ed è proprio questo, secondo me, il suo pregio ma anche il suo limite.
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Da una parte la brevità rende la lettura scorrevole e permette di arrivare alla fine senza mai avere la sensazione di perdersi tra troppi dettagli; dall'altra avrei forse apprezzato qualche pagina in più per approfondire i personaggi, le dinamiche familiari e soprattutto l'indagine.
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E poi c'è quel contesto estivo fatto di mare, Puglia e tartarughe marine, che rende l'atmosfera particolarmente piacevole e si sposa bene con una lettura veloce da portare anche in vacanza. 🐢🌊
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Non è, insomma, un giallo che punta sulla complessità, ma piuttosto sulla semplicità e sulla rapidità del racconto. E qualche volta è proprio quello che serve: poche ore, un mistero da risolvere e la sensazione di aver trascorso un po' di tempo in buona compagnia.
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Ringrazio Be Strong Edizioni per avermi fatto conoscere questa storia e per la copia ricevuta💙
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❓E ora vi chiedo, lo leggereste?
Vi è mai capitato di assistere ad una schiusa di tartarughe marine? A me piacerebbe moltissimo 😍
Leggete questo genere?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙
#bookstagramitalia #bookrec #bookhis #giallo 

lunedì 17 agosto 2026

Sarhani-jin - Ariele Giovanelli

Ci sono libri che, appena li prendi in mano, ti fanno pensare: “Ok, questo mi terrà compagnia per un bel po'.”

E poi ci sono libri come Sarhani-jin, che nonostante la mole importante mi hanno letteralmente trascinata dentro la loro storia e che, quando me ne sono accorta, avevo già quasi finito. 😅

Questo fantasy epico mi ha piacevolmente stupita soprattutto per la ricchezza del suo mondo. La Costa di Smeraldo, gli Aldast, le Sarhani-jin, i templi, le gerarchie, le creature demoniache e soprattutto i Sarhani, enormi felini da guerra legati alle guerriere da un rapporto molto più profondo di quello tra una combattente e la sua cavalcatura: tutto contribuisce a costruire un universo complesso e pieno di dettagli.
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E non è soltanto il worldbuilding ad avermi conquistata.
Ho apprezzato moltissimo anche la varietà dei personaggi e il modo in cui le loro storie, i loro legami e le loro scelte si intrecciano all'interno della vicenda. Al centro troviamo Ledryel, una giovane Sarhani-jin, e una storia che si muove tra presente e passato, permettendoci di scoprire poco alla volta cosa l'ha portata fino al punto in cui la incontriamo.
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Quello che mi ha sorpresa più di tutto, però, è stato il ritmo.
Perché davanti a un libro di queste dimensioni mi aspettavo una lettura più impegnativa e dilatata. Invece la narrazione scorre, le avventure si susseguono e la curiosità di scoprire cosa sarebbe successo dopo mi ha portata a leggerlo nel giro di pochi giorni.
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E forse è proprio questo che mi ha conquistata: la sensazione di entrare in un mondo enorme senza sentire il peso delle sue dimensioni.
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È un fantasy ricco, pieno di personaggi, avventure, segreti e dettagli, ma che riesce comunque a mantenere viva la curiosità.
E per me, quando un fantasy riesce a farmi venire voglia di continuare a leggere “ancora un capitolo”… ha già fatto centro. ✨
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Una lettura che consiglio soprattutto a chi ama i fantasy epici, i mondi costruiti con cura e le storie capaci di trasportarti completamente altrove.
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Ringrazio l'autore @arielegiovanelli per avermi invitato la copia del libro e tutti i fantastici gadget che vedete in foto 😍
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❓E voi? Lo leggereste?
Vi fate intimidire dai mattoni o siete proprio quelle persone che davanti a 400+ pagine pensano: “Perfetto, abbiamo di che divertirci”? 
La vostra Febe 💙 
 #FantasyItaliano #Fantasy #LibriFantasy #BookstagramItalia #Bookstagram 

martedì 11 agosto 2026

Recensione "Innocenza" - Andrea Esposito

Ci sono libri che ti conquistano completamente e altri che, pur piacendoti, mantengono per tutta la lettura una certa distanza. 
Per me Innocenza di Andrea Esposito edito @ponteallegrazie ( che ringrazio per la copia e la collaborazione ✨) è stato un po' entrambe le cose.
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Caterina torna nel paese in cui è nata, nella Sila, preoccupata per il padre anziano. Ma al suo arrivo trova una situazione molto diversa da quella che si aspettava: un uomo è morto, una donna è sconvolta e padre è scomparso con un bambino. 
Da qui prende il via una ricerca che porterà Caterina dentro una natura selvaggia e misteriosa, tra superstizioni, credenze e un male decisamente più concreto. 
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Una delle cose che ho apprezzato maggiormentedel libro è stato il personaggio del padre. Un uomo con idee apparentemente strane, quasi folli, che però nascondono qualcosa di molto più profondo e, soprattutto, un fondo di verità. È un personaggio che riesce a sorprendere e che, a modo suo, finirà anche per far saltare fuori di importante.
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Ho apprezzato anche il modo in cui il romanzo riesce a intrecciare realtà, credenze popolari e mistero, creando un'atmosfera particolare, soprattutto grazie alla presenza della montagna e della natura calabrese.
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Quello che invece mi ha convinta meno è stato il personaggio responsabile di tutto ciò che accade.
La sua vicenda, i suoi trascorsi e le motivazioni che lo hanno portato a essere ciò che è avrebbero avuto, secondo me, bisogno di maggiore spazio.
Ed è qui che torna la mia difficoltà iniziale con la scrittura di Esposito.
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La narrazione è asciutta, essenziale, quasi telegrafica, e questo stile rimane presente per tutto il romanzo. Frasi brevi, dialoghi ridotti all'essenziale, poche spiegazioni e soprattutto poco spazio all'interiorità dei personaggi.
È una scelta stilistica precisa e in alcuni momenti funziona molto bene, perché contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e inquieta. Ma personalmente mi ha impedito, a tratti, di entrare davvero nella storia e nei personaggi. Li ho osservati più di quanto li abbia vissuti.
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E credo che sia proprio questo il motivo per cui avrei voluto qualcosa in più soprattutto nella storia dell'uomo: non necessariamente più pagine, ma più profondità, più possibilità di comprendere ciò che si nasconde dietro le sue azioni.
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Nonostante questo, il romanzo nel complesso mi è piaciuto e il finale mi ha soddisfatta. E forse è proprio il personaggio del padre quello che mi rimarrà più impresso: apparentemente fuori dagli schemi, ma capace di vedere qualcosa che gli altri non riescono a vedere.
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Innocenza è quindi un romanzo che ho apprezzato soprattutto per l'atmosfera, l'ambientazione e alcuni dei suoi personaggi, ma con cui non sono riuscita a creare fino in fondo quella connessione emotiva che cerco in una storia.
Una lettura particolare, che mi ha lasciato più domande e riflessioni che coinvolgimento emotivo.
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E ora vi chiedo, lo conoscete?
Riuscite ad entrare in sintonia con i personaggi con questo tipo di narrazione o come me non riuscite a pieno a essere coinvolti?
Avete letto altre opere dell'autore?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#booklovers #bookstagramitalia #thriller #ticonsigliounalettura

giovedì 6 agosto 2026

Recensione "Soltanto il giorno" - Santina Cosetta

Ci sono libri che raccontano una storia. E poi ci sono libri che restituiscono una vita.

Soltanto il giorno di @santina_cosetta è uno di questi.

Ringrazio di cuore Giunti Editore per avermi inviato, del tutto inaspettatamente, questo romanzo, perché è stata una lettura che mi è entrata dentro e che difficilmente dimenticherò.

Marianna Cosetta nasce nella Sicilia di fine Ottocento senza essere desiderata da nessuno. Una bambina che sembra partire con tutte le porte chiuse, ma che, pagina dopo pagina, dimostra una forza straordinaria. È una donna che cade, si rialza, ricomincia. Più volte. Non aspetta che qualcuno le conceda un posto nel mondo: se lo costruisce da sola, con il coraggio, la testardaggine e una dignità che non scende mai a compromessi.

Quello che ho amato di più, però, è sapere che Marianna è esistita davvero.

Santina Cosetta non ha semplicemente scritto un romanzo: ha dato voce alla sua bisnonna, trasformando i ricordi di famiglia in una storia che oggi può emozionare migliaia di lettori. È un gesto bellissimo, quasi un atto d'amore. Perché finché qualcuno racconta una storia, quella persona continua a vivere.

Le ultime pagine mi hanno colpita particolarmente: vedere Marianna attraverso gli occhi di chi è rimasto dopo di lei mi ha fatto capire quanto profonda possa essere l'eredità che una persona lascia, anche quando non c'è più.

Soltanto il giorno parla di emancipazione, di resilienza, di famiglia, di radici. Ma soprattutto parla di memoria. Di quelle vite che il tempo rischierebbe di cancellare e che, invece, grazie alle parole, diventano immortali.

📖 Se amate le saghe familiari, i romanzi storici e le protagoniste che lasciano un segno nel cuore, questo libro merita davvero di essere letto.
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E ora vi chiedo.. li leggereste?
Conoscete la storia della vostra famiglia? Sapete chi e cosa hanno fatto i vostri bisnonni?
Vi piacciono le saghe familiari?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
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#bookstagramitalia #booklovers #ticonsigliounlibro

venerdì 31 luglio 2026

Recensione "Fuoco" - Livia Sambrotta

Ci sono incontri che rendono l’esperienza di lettura ancora più speciale. Qualche settimana fa, alla nuova Mondadori di Elmas, ho avuto il piacere di fare una bellissima chiacchierata con Livia Sambrotta per parlare del suo nuovo thriller "Fuoco".
Una persona deliziosa, di una gentilezza rara, che mi ha lasciato una dedica splendida che custodirò con cura. ✒️✨
Un grazie immenso a lei e a @semlibri per questa bellissima collaborazione! Dopo quell’incontro, com'era prevedibile, ho divorato il libro in pochissimi giorni.
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Lara è una professoressa di cinese universitaria a Venezia, metodica e amante dei rituali tranquilli. La sua vita viene completamente stravolta quando Adrian, l'uomo misterioso e affascinante di cui si è innamorata e frequenta da qualche mese, sparisce nel nulla dall'oggi al domani. Per ritrovarlo, Lara sarà costretta a scavare in una fitta rete di bugie, scoprendo che l'uomo con cui viveva nascondeva un passato torbido e inquietante.
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Il vero elemento centrale del libro, come evoca il titolo, è il fuoco. Ma qui il fuoco non è solo un simbolo: è la vera e propria ossessione di Adrian, un elemento distruttivo e magnetico che muove i fili della storia.
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La narrazione si sviluppa attraverso un meccanismo perfetto di doppia indagine: da un lato seguiamo i passi di Lara, mossa dalla disperazione e dal bisogno di verità, e dall'altro seguiamo il lavoro della polizia. È proprio grazie alle scoperte e all'intuito di Lara che gli inquirenti riusciranno a unire i puntini e a ricostruire un puzzle davvero sconvolgente.
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Livia Sambrotta ha una scrittura pazzesca: densa, visiva e profondamente psicologica. Riesce a trasformare Venezia in un labirinto claustrofobico, dove il lettore brucia di curiosità pagina dopo pagina, travolto da una tensione costante.
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𝑼𝒏 𝒕𝒉𝒓𝒊𝒍𝒍𝒆𝒓 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒐 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒐, 𝒄𝒖𝒑𝒐 𝒆 𝒂𝒗𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑼𝒏𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒊 𝒕𝒆𝒏𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒂𝒈𝒊𝒏𝒆.
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E voi, amate i thriller con questo tipo di indagini incrociate? Vi ispira la storia di Lara? 
Parliamone nei commenti! ⬇️
#Fuoco #LiviaSambrotta #SEMLibri #LeSorelleDInchiostro #MondadoriElmas #ThrillerPsicologico #ConsigliDiLettura #BookstagramItalia #LeggereChePassione #LettureConsigliate

lunedì 27 luglio 2026

Recensione "Webcam Love" - Luisa di Giacomo

Ci sono libri che si prendono il loro tempo e altri che, invece, ti travolgono fin dalla prima pagina e non ti lasciano andare finché non hai letto l'ultima parola. È esattamente quello che mi è successo con il libro che vi presento oggi amici lettori 💙
"𝑾𝒆𝒃𝒄𝒂𝒎 𝑳𝒐𝒗𝒆" di Luisa Di Giacomo edito Vallecchi Firenze (che ringrazio per la copia e per questa splendida collaborazione!✨) mi ha stregato e l'ho divorato in pochissimi giorni, completamente catturata dalla doppia vita di Gaia.
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Gaia ha trentadue anni e incarna perfettamente le contraddizioni della nostra generazione. Di giorno è una specializzanda in ematologia, una professionista competente e preparata dopo anni di duro studio che si scontra quotidianamente con un sistema sanitario precario e sottopagato. 
Di notte, però, il camice bianco lascia spazio a Audrey Lulù: la sua identità virtuale di performer e webcam girl di successo. Se davanti allo schermo dell'ospedale Gaia subisce le regole degli altri, davanti alla webcam è lei a dettarle. 
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Ma cosa succede quando questo confine così netto comincia a sfumare? E poi l'incontro con Vittorio, un uomo della Torino bene che le fa girare la testa e le vite dei suoi bizzarri amici rischiano di far crollare il castello di carte che si è costruita e le permette di sopravvivere. Cosa farà Gaia?
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Luisa Di Giacomo ha una penna incredibile: ironica, affilata, moderna, capace di trattare temi delicatissimi e tabù sociali con una naturalezza disarmante. Non c'è traccia di giudizio in queste pagine, ma solo tanta empatia.
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Gaia mi è entrata subito nel cuore perché è una donna reale, imperfetta, che cerca solo di riprendersi il diritto di decidere per se stessa in un mondo che vorrebbe incasellarci a tutti i costi. È un romanzo che fa sorridere grazie a dialoghi brillanti, ma che sotto la superficie scava nel profondo, facendoci riflettere su cosa mostriamo e cosa nascondiamo nell'era della trasparenza digitale.
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Se cercate u𝒏𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒇𝒓𝒆𝒔𝒄𝒂, 𝒊𝒏𝒄𝒂𝒍𝒛𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐, 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆,ideale da leggere sotto l'ombrellone, questo libro ve lo straconsiglio📖✨
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❓E voi, lo conoscevate?
Vi affascina l'idea di una protagonista dalla doppia vita così forte? Sareste disposti a mettervi in gioco come Gaia pur di pagare le bollette?
Vi aspetto nei commenti!⬇️ 
La vostra Febe 💙 
#LeSorelleDInchiostro #BookstagramItalia #ConsigliDiLettura #LeggereChePassione #RecensioneLibro

giovedì 16 luglio 2026

Investigazioni Tilda & C. - Manuela Chiarottino

Se state cercando una lettura capace di mescolare mistero, calore e quel pizzico di paranormale che non guasta mai, fermatevi qui. Ho appena chiuso l'ultima pagina di "Investigazioni Tilda & C." e ho ancora stampato in faccia quel sorriso di chi ha appena vissuto una bellissima avventura tra le vie di una Torino magica e segreta.
Manuela Chiarottino ha fatto centro, regalandoci una storia che vi terrà incollati alle pagine!
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Iniziamo dal co-protagonista... da brividi (e con tanto carattere!)👻
Diciamoci la verità: il vero colpo di fulmine di questo libro è la spalla investigativa della nostra Matilda (dai fantastici capelli rosa!). Non capita tutti i giorni di dover condividere l'ufficio con un fantasma... e che fantasma!
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Lui è Ace, un leggendario detective del passato. È ironico, un po' arrogante, decisamente testardo e non ha la minima intenzione di cedere il suo vecchio spazio. La chimica e i continui battibecchi tra Tilda e Ace sono semplicemente deliziosi. L'ironia scorre fluida e dà alla storia quel ritmo frizzante che rende impossibile annoiarsi.
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Tilda si è appena messa da poco in proprio dopo che il suo ex socio l'ha scaricata, e il primo vero caso che si trova a risolvere insieme ad Ace parte da qualcosa che sembra piccolissimo: un furto apparentemente insignificante ma scavando la verità viene a galla. 
Un'indagine serrata, intelligente e mai scontata, che vi farà fare le ipotesi più disparate insieme a questa strana coppia di detective!
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La cosa che mi ha più affascinato in assoluto è il modo in cui l'autrice ha costruito il mondo di gioco. Non siamo davanti a una classica storia di paura, tutt'altro!
 Infatti la realtà è identica alla nostra, ma con la presenza dei fantasmi.
 Ho adorato scoprire la lore di questo universo. L'autrice definisce nei minimi dettagli le loro storie, le abitudini quotidiane, ciò che possono e *non* possono fare. Questo rende la convivenza tra vivi e spettri incredibilmente coerente.
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Oltre al mistero e ai fantasmi, a rendere questo libro una coccola totale sono i personaggi che la abitano:
 * La zia super cuoricina: Una presenza dolcissima che vorresti abbracciare a ogni pagina.
 * I vicini di studio: Accanto al nuovo ufficio di Tilda c'è un ristorante i cui proprietari sono una forza della natura.
E a proposito di ristorante... Tilda ha il cuore un po' ammaccato da una rottura freschissima con il suo ex (che era anche il suo ex socio di lavoro), ma l'ingresso in scena del nipote del proprietario del locale potrebbe cambiare le carte in tavola. 
La Chiarottino inserisce questa dinamica in modo così naturale che vi ritroverete a fare il tifo per loro fin dal primo incontro!
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❓E voi lo avete letto? Vi attira l'idea di un detective ectoplasmatico come Ace o preferite i misteri più tradizionali? 
Fatemelo sapere nei commenti! 👇
La vostra Febe 💙 

martedì 23 giugno 2026

Recensione "Luna&Sole_ edizione completa" - Dionisio Siri

Ci sono libri che arrivano al momento giusto, portati da connessioni speciali. Ho avuto il piacere di leggere "Luna&Sole edizione completa" di @dionisiosiri grazie a Morena e alla sua "Catena gentile", che ha incrociato il mio cammino con quello dell'autore. 
E che dire... è stata la compagnia perfetta per questi pomeriggi afosi. ✨
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Luna & Sole è un viaggio intimo, delicato e profondo. Al centro di tutto c'è Daniele, un protagonista che non cerca l'amore, ma se stesso. 
Lo seguiamo in un’evoluzione personale bellissima: prima si cerca attraverso gli altri, i viaggi e gli incontri; poi, finalmente, impara a guardarsi dentro, ritrovandosi e capendo di cosa ha realmente bisogno.
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La struttura del libro è una poesia a sé (nel carosello trovate l'indice! 📑):
🌑 Prima parte: legata alle fasi lunari, un percorso fatto di ombre, riflessioni e silenzi.
☀️ Seconda parte: la transizione verso la luce del sole, la rinascita e la pace interiore.
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Una frase in particolare mi è rimasta impressa e racchiude la magia di questo libro:
💬 "La luna mi ha insegnato a sentire. 
Il sole mi insegnerà a essere. 
E io, finalmente sono pronto a restare nella luce"📖
Ho trovato queste parole di una potenza e di una delicatezza incredibili. Spesso pensiamo che i momenti bui o di confusione (le nostre "ombre") siano solo tempo perso, ma questo libro ci ricorda che è proprio nella notte – sotto la luna – che impariamo ad ascoltarci davvero e a sentire chi siamo. Ma il viaggio non finisce lì: la vera svolta arriva quando si ha il coraggio di uscire allo scoperto, di accettare la propria luce e iniziare finalmente a essere, senza più paura di mostrarsi o di restare fermi. Una perla di consapevolezza che mi porterò dentro a lungo. ✨
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Una lettura scorrevole ma intensa, un racconto di formazione che consiglio a chiunque stia cercando la propria strada o, semplicemente, un momento di pace. 🤍
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❓E voi lo conoscevate? Qual è l'ultimo libro che vi ha fatto fare un viaggio dentro voi stessi? 👇
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La vostra Febe 💙

giovedì 18 giugno 2026

Recensione "Alla ricerca della fontana magica" - Riccarda Pesce

Chi l’ha detto che i libri per bambini sono solo per bambini? 🗺️✨
Buongiorno amici lettori 💙 
Ho da poco finito di leggere "Alla ricerca della Fontana Magica" di Riccarda Pesce edito @bestrongedizioni ( che ringrazio per la copia omaggio) e, vi dico la verità, è stato un vero e proprio tuffo nel passato.
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Anche se è un fantasy pensato per un pubblico giovane (l’età di lettura consigliata parte dagli 8 anni), questa storia ha saputo catturare anche me, che l'adolescenza l'ho superata ormai da un po'! 
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Seguiamo le avventure di tre intrepidi amici – Daniel, Eleonor e Tomas – in un mondo incantato ricco di boschi, paludi e creature fantastiche. La loro missione? Trovare una fontana dai poteri magici dove chiunque altro ha fallito.
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Le avventure dei tre amici sono lineari, semplici e senza troppe complicazioni, perfette per i lettori più piccoli che si approcciano al genere. Eppure, proprio questa semplicità mi ha regalato una piacevolissima punta di nostalgia, facendomi ricordare con affetto i primi libri che divoravo da ragazzina sotto le coperte.
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È un fantasy pulito, leggero e rinfrescante. Una lettura ideale per staccare la spina e ricordarsi che un pizzico di magia fa bene a qualsiasi età.
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Ora vi chiedo.. conoscete l'autrice?
Vi capita mai di leggere libri per ragazzi o "da bambini" anche se siete cresciuti? Qual è il vostro preferito?
C'è un libro in particolare che vi evoca subito la nostalgia delle vostre letture d'infanzia? Fatemelo sapere nei commenti! 👇
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La vostra Febe 💙 
#fantasyitaliano 

lunedì 8 giugno 2026

Recensione "Holy terrors: l'incubo dei corrotti" _ Vol. 3 Serie Little thives_ Margaret Owen

GRAN FINALE DELLA TRILOGIA👑

Buongiorno amici lettori 💙 
Oggi vi parlo di un libro che era lì in libreria che mi guardava da un po', l’aspettavo tantissimo e finalmente l'ho letto. Sto parlando dell'atto conclusivo della serie Little thives di Margaret Owen "Holy terrors: l'incubo dei corrotti"! 
Ringrazio la @deagostinilibri per la copia💙
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Vania e le sue avventure mi piacciono sempre un sacco e anche stavolta la storia non mi ha deluso, ma parliamo del ritmo di questo terzo volume... 
che è stato un po' delle montagne russe! 📈📉
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In questo capitolo finale la posta in gioco è altissima: qualcuno sta ass4ssin4ndo i reali incastrando Vania. Per scagionarsi e salvare la pelle, la nostra ladra preferita sarà costretta a infilarsi dritta nel nido di vipere della corte reale, tra complotti di s4ngue e vecchie conoscenze (sì, c'è anche Emeric!).
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Voglio essere super onesta con voi perché questo libro ha avuto tre fasi ben distinte:
🟢 Il primo 15%
Super intrigante! Si parte subito con il mistero degli om1cid1 che mi ha catturato immediatamente.
🟡 Il mezzo, per un buon 40% 
un po' ostico! Qui la storia rallenta molto e si concentra tantissimo sulla politica pura e sugli intrighi di corte. Non voglio dire che mi abbia annoiata, ma ammetto che in questa parte la lettura mi è pesata un pochino.
🔴 E poi...il finale. 
SUPER APPROVATO! Il libro decolla di colpo, il ritmo si fa serratissimo e la conclusione chiude la serie in modo pazzesco e memorabile.
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Anche se è un Young Adult, io la consiglio comunque a tutti! È la serie perfetta per chi cerca un ottimo fantasy senza troppo romance invasivo, dove a dominare sono la magia, i piani geniali e le astuzie e una protagonista imperfetta che è impossibile non amare.
Insomma, una trilogia da recuperare assolutamente! 🌟
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✨ E voi l'avete letta? Vi bloccate anche voi quando un libro si concentra troppo sulla politica o riuscite a superare l'ostacolo facilmente? 
Fatemelo sapere nei commenti⏬
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La vostra Febe 💙 
#littlethieves #fantasy #bookrecs📚 #bookstagramitalia📚 #bookloveritalia 

mercoledì 3 giugno 2026

Recensione "Fiabe e leggende studio ghibli" - Ippei Otzuka


🌌 INCANTO GHIBLI SULLE PAGINE 🌌
Se anche voi, come me, lasciate un pezzettino di cuore ogni volta che parte la sigla di un film di Hayao Miyazaki, fermatevi un secondo. 📖✨
Ho letto "Fiabe e leggende Studio Ghibli" di Ippei Otsuka edito Kappalab che ringrazio per la copia 💙
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Questo libro è un vero e proprio viaggio dietro le quinte della fantasia perché non si limita a raccontare le storie che già amiamo, ma scava nelle radici, nei miti e nel folklore che hanno ispirato i capolavori dello studio d'animazione più amato del mondo. 🏯💨
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✨ Cosa ci ho trovato⏬
 * Curiosità inedite: Dettagli che cambiano totalmente il modo di guardare i film.
 * Tradizione e Mitologia: Il legame profondo tra le fiabe classiche giapponesi e la visione di Miyazaki.
 * Un'atmosfera magica: È perfetto da leggere la sera, magari con la colonna sonora di Joe Hisaishi in sottofondo. 🎧
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Se siete fan dello Studio Ghibli o semplicemente amate scoprire i segreti che si nascondono dietro la nascita delle grandi storie, questo volume è una chicca da avere in libreria.
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💬 E voi lo conoscete già? Lo leggereste?
Qual è il vostro film preferito dello Studio Ghibli? 
Fatemelo sapere nei commenti!👇
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La vostra Febe 💙 
#StudioGhibli #FiabeELeggende #HayaoMiyazaki #IppeiOtsuka #Kappalab #ConsigliDiLettura #BookstagramItalia #Instabook #LettureDelMomento #GhibliLover

giovedì 21 maggio 2026

Recensione "Addio al nubilato" - Camilla Stan

Yoga, Podcast e troppe coincidenze?🤔🔎
Buongiorno amici lettori 💙 
Oggi vi parlo di Addio al nubilato di Camilla Sten. 
Se cercate un libro da divorare in un weekend, l’atmosfera claustrofobica di quest’isola svedese è esattamente quello che vi serve. 
Ma parliamone meglio.
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Mi ha affascinato l'idea di questo resort di lusso basato sull'isolamento digitale. Un gruppo di amiche, un addio al nubilato e una protagonista che, da brava podcaster True Crime, non riesce a spegnere il cervello nemmeno durante una sessione di yoga. Il motivo? La sparizione misteriosa di 4 ragazze avvenuta proprio lì, dieci anni prima.
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Il ritmo: Diviso tra passato e presente, il libro ti tiene incollata alle pagine. La Sten è bravissima a creare quella tensione sottile dove senti che qualcosa di terribile sta per accadere.
L’ambientazione: L'isola non è solo uno sfondo, è una trappola. Il silenzio del "mindfulness" diventa presto inquietante.
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Nonostante la scrittura sia scorrevole (molto simile a Il villaggio perduto), ho trovato la trama un po' troppo "apparecchiata". L'autrice lascia indizi ovunque, il che è stimolante, ma la risoluzione finale ha richiesto un bel salto di fede. Alcuni passaggi mi sono sembrati forzati, quasi inverosimili, come se i pezzi del puzzle fossero stati incastrati con troppa forza per farli combaciare.
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Un thriller atmosferico perfetto per l'estate, ma che forse pecca di troppa prevedibilità per chi è abituato a trame più solide ma abbastanza godibile.
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E ora vi chiedo.. lo avete letto?
Quanto conta per voi la verosimiglianza in un thriller? Siete disposti a chiudere un occhio su un finale un po' forzato se l'atmosfera vi ha catturato, o la logica deve essere impeccabile?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 


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