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domenica 18 gennaio 2026

Recensione #domenicamanga "Tokyo Ghoul volume 12" - Sui Ishida

Buona #domenicamanga lettori 💙 ✨ 
Oggi vi parlo del volume dodici di Tokyo Ghoul di Sui Ishida edito @jpopmanga
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Questo volume ha il peso delle cose che stanno per finire.
Non corre subito, ma costruisce un’attesa densa, quasi soffocante, come se ogni pagina preparasse il lettore a qualcosa di irreversibile.
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La guerra tra ghoul e Anti-Ghoul entra in una fase più consapevole e brutale. Non ci sono più illusioni: ogni personaggio si muove sapendo che qualcosa andrà perso, e che le conseguenze saranno definitive.
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In questo volume arriva finalmente una rivelazione fondamentale: l’identità del Gufo. Una scoperta che non serve solo a rispondere a una domanda lasciata in sospeso per tanto tempo, ma che riorganizza emotivamente tutta la storia. Guardando indietro, molte dinamiche assumono un significato diverso.
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Kaneki è ormai lontanissimo da ciò che era all’inizio del manga. Non cerca più redenzione né salvezza: resiste. La sua forza è fatta di rinunce, di compromessi continui. È cambiato al punto da sembrare quasi svuotato, e proprio per questo la sua presenza pesa più che mai.
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Anche gli investigatori vengono mostrati senza filtri: non eroi, ma persone intrappolate in un sistema che chiede obbedienza assoluta. Il confine tra giusto e sbagliato è sempre più sottile, fino quasi a scomparire del tutto.
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Dal punto di vista grafico, Sui Ishida continua a colpire nel segno: tavole intense, sguardi che parlano da soli, composizioni che amplificano il senso di tensione e di inevitabilità. È un volume che si legge in fretta, ma che resta addosso.
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Tokyo Ghoul 12 non punta solo sullo shock fine a sé stesso.
È un capitolo di passaggio emotivo, che accompagna lentamente verso la fine, lasciando una malinconia difficile da ignorare.
 Un volume rivelatore, sospeso, doloroso.
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❓E ora vi chiedo ...Lo avete letto?
 Il cambiamento vi spaventa o vi affascina di più?
Secondo voi siamo quello che scegliamo… o quello che siamo costretti a diventare?
 Esiste un limite oltre il quale il cambiamento non è più evoluzione?
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Alla settimana prossima ✨ Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#lesorelledinchiostro

venerdì 16 gennaio 2026

Recensione "Hope" - Chiara Pitoni

Buongiorno amici 💙 
Oggi vi parlo del libro "Hope" di Chiara Pitoni edito @peasuredizioni che ringrazio per la collaborazione ✨ 
Il libro è un dark romance e mi ha fatto riflettere, soprattutto sul genere a cui appartiene.
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Il dark romance, secondo me, ha un problema evidente: l’esagerazione. Spesso le situazioni vengono spinte al limite, fino a risultare forzate, incoerenti o poco credibili. E sì, in alcuni tratti questa tendenza si intravede anche qui. Ci sono momenti in cui il “troppo” si sente, e la storia avrebbe potuto funzionare anche senza estremizzare così tanto.
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Detto questo, Hope riesce comunque a mantenere una sua linea emotiva. Il dolore non è solo un pretesto narrativo, ma qualcosa che segna davvero i personaggi. La protagonista è fragile, spezzata, imperfetta, e proprio per questo risulta umana. La speranza non arriva come una soluzione facile, ma come un percorso faticoso, fatto di tentativi e cadute.
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La scrittura di Chiara Pitoni è diretta e coinvolgente, capace di trasmettere emozioni senza risultare artificiosa. Anche quando il genere tende a spingere un po’ troppo, resta la sensazione di una storia che vuole parlare di ferite e di rinascita, non solo di eccessi.
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Un dark romance che, pur con qualche esasperazione, prova a trovare un equilibrio tra buio ed emozione.
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❓E ora vi chiedo..
Anche voi notate questa tendenza all’esagerazione nel dark romance?
Secondo voi il genere può funzionare anche senza estremizzare tutto?
Se vi piace il genere, cosa vi piace di più?
Cosa state leggendo?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#lesorelledinchiostro

lunedì 12 gennaio 2026

Recensione "La mela marcia" - Alessandro Quadri Di Cardano

Ci sono libri che non cercano di piacere.
Ti guardano negli occhi e ti chiedono solo una cosa: sei pronto a sporcarti le mani?
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Amici oggi vi parlo del libro di @alessandro_quadri_dicardano e il suo "La mela marcia" che ringrazio di cuore per questa collaborazione ✨ 
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La mela marcia racconta una storia in cui il passato non resta mai davvero alle spalle. Al centro del romanzo troviamo personaggi segnati da errori, colpe e segreti che riaffiorano come crepe sotto la superficie. Una vicenda che si muove tra scelte sbagliate e conseguenze inevitabili, dove ogni gesto ha un peso e nulla è completamente innocente.
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La “mela marcia” diventa metafora di ciò che viene escluso, giudicato, nascosto… ma che continua a influenzare tutto il resto. Il romanzo ci accompagna in un percorso di discesa interiore, fatto di confronti dolorosi e verità difficili da accettare, lasciando al lettore il compito di interrogarsi su quanto sia sottile il confine tra colpa e redenzione.
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I personaggi non chiedono di essere assolti, ma compresi. Sono imperfetti, a tratti scomodi, e proprio per questo terribilmente umani. La scrittura di Alessandro Quadri Di Cardano è diretta, tagliente, capace di mettere davanti a domande scomode senza offrire soluzioni facili.
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🍂 È una lettura che si fa sentire, che resta addosso anche dopo l’ultima pagina, come un pensiero che torna quando meno te lo aspetti.
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✨ Consigliato a chi ama storie intense, introspettive, crude e autentiche.
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❓ Avete mai letto un libro che vi ha messə a disagio… ma che non siete riuscitə a dimenticare?
Secondo voi, una “mela marcia” va eliminata o ascoltata?
 Lo leggereste? Fatemelo sapere nei commenti 
Le vostra Febe 💙 
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