Non è facile recensire Soffio, perché è una graphic novel molto breve, ma dentro quelle poche pagine c'è davvero tanto.
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La storia parla di un piccolo fuoco fatuo, Soffio, nato in modo diverso da tutti gli altri. Gli altri fuochi fatui nascono dalle persone appena morte e possono nutrirsi della loro luce. Lui, invece, nasce da una persona ancora viva e proprio per questo non riesce a fare ciò che fanno gli altri.
Si sente diverso, non riesce a trovare il suo posto e comincia così una ricerca per capire di cosa possa nutrirsi.
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Durante questo viaggio arriva in una stanza, dove incontra una bambina malata di fibrosi cistica.
E da qui, per me, la storia cambia completamente.
Soffio è attratto da lei perché percepisce qualcosa di diverso, ma non vuole farle del male. Lei, invece, non ha paura di quella piccola creatura che dovrebbe essere spaventosa. Anzi, gli parla, lo ascolta e gli chiede di restare.
Ed è proprio il loro incontro che mi ha emozionata di più.
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Perché Soffio parla della morte, ma soprattutto parla di vita. Del tempo che abbiamo, del desiderio di vivere e di quanto possa essere importante anche semplicemente avere qualcuno accanto con cui condividere quel tempo.
Ho trovato molto bello anche il modo in cui viene raccontata la malattia, facendola entrare nella storia con delicatezza.
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E poi ci sono le illustrazioni, che ho adorato.
Il nero della notte fa da sfondo a questi piccoli fuochi fatui coloratissimi e crea delle tavole davvero suggestive. È una graphic novel che, secondo me, va anche un po' guardata oltre che letta.
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Ma c'è una parte della nuova edizione che mi ha colpita particolarmente: alla fine del volume vengono raccontate le storie e le testimonianze di alcune persone che convivono con la fibrosi cistica.
E qui succede una cosa molto bella: a ciascuna di queste persone l'autore ha affiancato il suo piccolo Soffio.
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Mi è piaciuto tantissimo vedere queste fotografie e leggere le loro storie, perché a quel punto quel personaggio che avevo appena conosciuto attraverso la fantasia sembrava quasi uscire dalle pagine per stare accanto a persone reali.
Tra queste c'è anche una bambina che si chiama Sofia. Una coincidenza curiosa, che lo stesso autore racconta, visto il nome della protagonista della storia.
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E forse è proprio questo che mi ha lasciato Soffio: il passaggio dalla fantasia alla realtà.
Prima conosci un piccolo fuoco fatuo che cerca disperatamente qualcosa di cui nutrirsi. Poi incontri persone vere, con le loro storie, le loro difficoltà e la loro voglia di vivere.
E improvvisamente quella storia assume un significato ancora più grande.
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Mi ha emozionata. Tanto.
E non mi aspettavo che una graphic novel così breve riuscisse a lasciarmi addosso così tante sensazioni.
Una lettura delicata, colorata e allo stesso tempo capace di affrontare un tema difficile con grande sensibilità.
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Grazie a Tora Edizioni per avermi coinvolta in questa collaborazione e avermi dato la possibilità di conoscere questa nuova edizione di Soffio.
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⁉️E ora vi chiedo, la leggereste?
Avete mai letto una storia che, pur essendo breve, è riuscita a lasciarvi qualcosa a lungo?
Quanto pensate che possa cambiare il significato di una storia quando, dopo averla letta, incontriamo le persone e le esperienze reali che l’hanno ispirata?
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Vi leggo nei commenti 💕
La vostra Febe 💙
#bookstagramitalia
