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venerdì 30 gennaio 2026

Recensione "Noi" - Christelle Dabos

Buongiorno amici 💙 
Oggi vi parlo del libro letto insieme al gdl #onironauti, in live ogni venerdì su TikTok.
"Noi" di @christelledabos edito @edizionie/o
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NOI è una distopia, fredda e controllante, molto distante dal fantasy che ha reso famosa l’autrice. Ed è proprio questo il motivo per cui molte persone sono rimaste spiazzate o deluse: si aspettavano un mondo simile, e si sono ritrovate davanti a qualcosa di completamente diverso.
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In questo universo tutto è regolato dal Noi, un’entità che annulla l’individualità. Nessuna scelta, nessuna deviazione, nessuna libertà. Gli esseri umani sono divisi per Istinto, e farsi domande è proibito. L’armonia è obbligatoria. Il dissenso… non esiste.
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Claire, la protagonista, sente di non appartenere davvero a questo sistema perfetto. E quando alcune persone iniziano a sparire nel silenzio generale, diventa chiaro che quel Noi così rassicurante nasconde qualcosa di profondamente inquietante.
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Per me questo è stato il primo approccio con Christelle Dabos e devo dirlo:
ha superato di gran lunga le aspettative.
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La costruzione del mondo è solida, disturbante, e la riflessione sull’annullamento dell’io in nome del collettivo è potente e attuale.
Non è una lettura “comfort”, né indulgente. È un libro che mette a disagio, che chiede attenzione e che funziona ancora meglio quando viene discusso e condiviso. 
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Leggerlo in gruppo ha fatto davvero la differenza per questo ringrazio i miei compagni di lettura per le belle live✨
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📖 Consigliato a chi ama le distopie che fanno riflettere e non cercano di piacere a tutti.
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❓E ora vi chiedo..
Team Io o Team Noi?
Se vivessi in questo mondo, ti ribelleresti o ti adegueresti?
Se hai già letto Dabos:
questo cambio di genere ti ha convinto o deluso?
Distopia che fa riflettere o distopia troppo fredda?
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Parliamone nei commenti💕
La vostra Febe 💙 
#lesorelledinchiostro

mercoledì 28 gennaio 2026

Recensione "Le notti di Salem" - Stephen King

Buongiorno amici lettori 💙
Oggi vi parlo del libro letto insieme al GDL del mercoledì #letturenelmaine, tra una live settimanale e l’altra, con in mezzo le vacanze natalizie che hanno inevitabilmente allungato i tempi.
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Parliamo di "Le notti di Salem" di Stephen King.
È un romanzo che cresce piano. King non ha fretta, e non la chiede nemmeno a chi legge. Prima costruisce il paese, poi le relazioni, poi quella sensazione sottile e inquietante che qualcosa non stia andando nel verso giusto. E quando l’orrore arriva, è già troppo tardi per voltarsi dall’altra parte.
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Quello che mi ha colpito è stata l’atmosfera: 
Salem’s Lot non è solo uno sfondo, è un organismo vivo, che osserva, tace, si abitua al male. Il vero terrore non sono solo i vampiri, ma la normalità con cui il paese accetta l’oscurità, il silenzio complice, la paura che diventa abitudine.
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King qui fa una cosa potentissima: usa l’horror per parlare di comunità, di solitudine, di quanto sia facile ignorare i segnali finché non è il nostro turno. 
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Le notti di Salem ci ricorda che il male raramente irrompe all’improvviso: spesso entra piano, quando nessuno ha voglia di guardarlo davvero. E forse leggere questo libro in gruppo amplifica il messaggio più importante di tutti: condividere lo sguardo rende più difficile far finta di niente.

❓E voi, lo avete letto?
Vi ha spaventato di più l’elemento horror o il comportamento del paese?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#lesorelledinchiostro

lunedì 26 gennaio 2026

Recensione "Acrilica" - Luca Sorrentino


Il quadro di una vita che può sbiadire in un istante

Buongiorno amici lettori 💙 
Avete presente quella sensazione di pace che si prova tornando nei luoghi dell’infanzia? È così che inizia il viaggio di Mark in "Acrilica" di Luca Sorrentino.
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Una vecchia casa dei nonni, i ricordi che riaffiorano e una caccia al tesoro tra le strade di Saint Borough alla ricerca di alcuni quadri misteriosi dipinti dalla nonna. 🖼️
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Sembra una storia di nostalgia e legami familiari, vissuta tra bar di paese e ricerche con l'amico appena trovato, Zorro. Ma tra le pagine di questo libro si nasconde qualcosa di molto più profondo e viscerale.
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Mentre Mark scava nel passato, l’autore intreccia una seconda linea narrativa, quella di un’infermiera che assiste un malato. Il lettore inizia a percepire una sottile inquietudine: le due storie sembrano distanti, ma un senso di ineluttabilità attraversa ogni capitolo.
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Il tema centrale che mi ha colpito è quanto la vita sia terribilmente fragile. Sorrentino ci ricorda che basta un battito di ciglia, una scelta sbagliata o un istante di distrazione perché tutto quello che abbiamo costruito vada in frantumi.
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Non posso e non voglio svelarvi nulla, perché il finale di questo libro è come la vita stessa: del tutto inaspettato. Quando pensi di aver capito la direzione della trama, Sorrentino ti porta davanti a scelte etiche durissime, toccando i temi dell'amicizia vera, dell'amore e della dignità nel momento più difficile di un essere umano.
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È un libro che parla di morte assistita senza mai essere didascalico, ma facendoti sentire tutto il peso e la delicatezza di quel momento. Ti lascia addosso una domanda che scotta: se tutto dovesse cambiare domani, saresti pronto a lasciare andare?
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❓E ora vi chiedo.. lo conoscete?
Cosa fareste se scopriste che la realtà che state vivendo nasconde un segreto? 
Qual è il "colore" del vostro stato d’animo oggi?
Vi leggo volentieri nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#lesorelledinchiostro

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