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martedì 6 ottobre 2026

Recensione "A sorella prediletta" - Sonia Milan

Ci sono libri che ti prendono subito e ti trasportano nel loro mondo fatto di dettagli e storie e altri che, nonostante siano ricchi di entrambi, non ti danno fino in fondo quello che promettono.
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Oggi vi parlo del libro di Sonia Milan "La sorella prediletta" edito @garzantieditore che ringrazio per la collaborazione ✨🙏🏼
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Dopo aver amato molto La primogenita, letto lo scorso anno, ero davvero curiosa di tornare tra le pagine di Sonia Milan. E anche questa volta ho ritrovato uno degli elementi che più caratterizzano la sua scrittura: la capacità di mescolare storia e finzione, inserendo nella narrazione personaggi realmente esistiti, avvenimenti storici e una grande quantità di ricerca e documentazione.
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La storia parte nella Parigi degli anni Venti, dove conosciamo Estelle e Olympia, due sorelle molto diverse tra loro, unite però da un legame profondissimo. Attorno a loro ruota la vicenda di Paul, un giovane aspirante scrittore, e di un misterioso romanzo che diventerà uno dei fili conduttori della storia.
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Decenni dopo, a Roma, sarà Caterina, una giovane giornalista, a cercare di ricostruire la verità dietro quel romanzo e dietro una serie di coincidenze e legami che sembrano attraversare il tempo.
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Ed è proprio qui che ho avuto qualche difficoltà.
Ho apprezzato molto l’idea alla base del romanzo e soprattutto il modo in cui, poco alla volta, i diversi fili della storia finiscono per ricongiungersi. Il tema della memoria, dei legami che sopravvivono al tempo e delle tracce che lasciamo dietro di noi mi è piaciuto molto.
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Ho trovato particolarmente interessante anche tutta la parte legata alla encefalite letargica, una malattia realmente esistita e molto misteriosa che colpì migliaia di persone negli anni Venti. La quantità di ricerca che Sonia Milan ha riversato nel romanzo è evidente e, a fine lettura, ho apprezzato ancora di più le note dell’autrice e tutto il lavoro di documentazione che c’è dietro.
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Il problema, però, è stato proprio questo: a volte ho avuto la sensazione che ci fosse troppo.
Troppi personaggi, troppe vicende, troppi riferimenti storici e troppe coincidenze che finiscono per collegare tra loro i diversi periodi temporali. Tutto è chiaramente costruito per arrivare alla chiusura del cerchio, ma per me, in alcuni momenti, questa complessità ha finito per appesantire la narrazione.
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Paradossalmente, ho preferito la parte ambientata nel presente, perché la ricerca di Caterina mi ha dato maggiore dinamismo e mi spingeva a voler capire dove l’avrebbe portata. La parte del passato, invece, soprattutto all’inizio, l’ho trovata più lenta e ho fatto un po’ di fatica a comprendere quale sarebbe stato il nesso tra tutti gli elementi che venivano introdotti.
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E qui arriva inevitabilmente il confronto con La primogenita.
Per me il precedente romanzo di Sonia Milan rimane superiore.
L’ho trovato più equilibrato, più fluido e capace di farmi entrare nella storia con maggiore immediatezza. 
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In La sorella prediletta ho ritrovato la stessa grande passione per la storia e per la ricerca, ma questa volta credo che l’autrice abbia voluto mettere davvero tantissimo dentro una sola storia.
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Questo non significa che non abbia apprezzato il romanzo. La storia di fondo mi è piaciuta, così come il modo in cui alla fine tutti i fili vengono ricondotti al loro punto di partenza. E il tema delle due sorelle, dell’amore, delle scelte e dei legami capaci di attraversare il tempo lascia sicuramente qualcosa.
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Semplicemente, avrei preferito un po’ meno.
Perché a volte una storia non ha bisogno di aggiungere un altro filo per essere ancora più ricca: ha bisogno soltanto di lasciare spazio a quelli che già ci sono.
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Una lettura che quindi consiglio soprattutto a chi ama i romanzi storici ricchi di ricerca, personaggi realmente esistiti e storie che si sviluppano su più piani temporali. Ma se avete letto La primogenita, sono curiosa di sapere una cosa:
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⁉️E ora vi chiedo .. conoscete l'autrice?
Avete letto qualcosa di suo? Vi piacciono i romanzi che mescolando personaggi fittizi a quelli realmente esistiti?
Avete sorelle o fratelli? Com è il vostro rapporto?
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Vi aspetto nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#booklovers

martedì 29 settembre 2026

Recensione "L'inverno della levatrice" - Ariel Lawhon

Ci sono libri che si leggono lentamente ma non perché sono noiosi!
Ci ho messo quasi due settimane a leggere "L'inverno della levatrice" di @ariellawhon che con 485 pagine, una scrittura piuttosto fitta e una storia che, per essere assaporata davvero, richiede il suo tempo per essere assaporato e ringrazio la @neripozza per avermi permesso di leggerla mandandomene una copia 🙏🏼🍀
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Ma non lo definirei un libro lento nel senso negativo del termine. Anzi, inizia subito in quarta.
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Martha Ballard, la protagonista, è una levatrice realmente esistita nel Maine di fine Settecento. Facciamo la sua conoscenza mentre fa nascere una bambina e, poco dopo, viene chiamata a esaminare il corpo di un uomo ritrovato intrappolato nel ghiaccio del fiume Kennebec.
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Da quel momento si intrecciano le indagini sulla sua morte, il processo, le testimonianze e un caso di violenza avvenuto mesi prima. Ma insieme a tutto questo c'è la vita di Martha: le nascite che continua ad assistere, le persone che cura, la sua famiglia, il marito, i figli e la comunità nella quale vive.
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Ed è proprio questo continuo alternarsi tra mistero, indagini e vita quotidiana a dare al romanzo il suo ritmo. È una storia che procede con calma, sì, ma è una calma che mi ha avvolta.
Ogni volta che mi sedevo a leggere avevo la sensazione di entrare in una specie di bolla e di essere trasportata completamente in un'altra epoca. Non avevo fretta di uscirne.
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Forse perché, mentre leggevo, avevo continuamente presente una cosa: Martha Ballard è esistita davvero.
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L'autrice parte infatti dal suo diario, iniziato nel 1785, quando Martha aveva cinquant'anni, e proseguito per 27 anni. Un diario nel quale questa donna annotava nascite, morti, malattie, lavoro, famiglia e avvenimenti della sua comunità.
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E questa consapevolezza ha reso per me la lettura ancora più particolare.
Era quasi come se, attraverso la narrativa di Lawhon, stessi guardando quell'epoca attraverso gli occhi di Martha.
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Mi sono affezionata piano piano a lei, alla sua famiglia e alle persone che le stanno intorno. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui l'autrice riesce a mostrarci una donna che, pur non avendo un ruolo ufficiale di potere, è una presenza fondamentale all'interno della sua comunità.
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E poi c'è l'ambientazione, che ho adorato.
Siamo in un'America appena nata, in un periodo in cui tutto sembra ancora in costruzione: le comunità, le proprietà, i rapporti di potere, le leggi. Ci sono le concessioni di terra, i rapporti con le popolazioni indigene, la religione, la giustizia e una società in cui le donne hanno pochissimo potere ufficiale.

Tutto questo mi ha ricordato tantissimo Outlander.

Non perché le due storie siano uguali, ma per quella sensazione di trovarsi in un'America ancora selvaggia e in trasformazione, dove la Storia e la vita quotidiana si intrecciano continuamente.
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E poi, una delle cose che ho apprezzato di più, è arrivata alla fine del libro.
Nelle note conclusive Ariel Lawhon racconta come è arrivata alla storia di Martha Ballard, come si è documentata, quali elementi del diario e degli avvenimenti reali ha utilizzato e soprattutto cosa ha cambiato rispetto ai fatti realmente accaduti e perché.

Sappiamo infatti che molti degli avvenimenti raccontati nel romanzo sono realmente documentati, ma Lawhon li ha modificati, intrecciati e concentrati in quell'inverno del 1789 per costruire la storia che leggiamo.
E leggere queste spiegazioni dopo aver terminato il romanzo, per me, lo ha impreziosito ancora di più.
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Mi ha fatto venire voglia di tornare con la mente alle pagine appena lette e distinguere ciò che apparteneva alla vera Martha da ciò che era frutto dell'immaginazione dell'autrice.
È stata una lettura impegnativa? Sì.
Ci ho messo parecchio tempo, anche per la mole del libro e per la scrittura piuttosto fitta.
Ma è stata soprattutto una lettura che mi ha accompagnata.✨
E quando sono arrivata all'ultima pagina, nonostante tutte quelle pagine e tutte quelle ore trascorse insieme, mi sono accorta di una cosa:

mi dispiaceva lasciare Martha.

Ed è forse questo il complimento più sincero che posso fare a questo libro.
💬 E ora vi chiedo...
Avete mai letto un romanzo storico che vi abbia fatto sentire davvero trasportati in un'altra epoca?
Conoscete già la storia di Martha Ballard o avete letto L'inverno della levatrice?
E soprattutto: qual è quel libro che, una volta arrivati all'ultima pagina, vi ha lasciato quella sensazione di non voler salutare i suoi personaggi?
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Vi leggo volentieri nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

venerdì 25 settembre 2026

Recensione "Cuori in prestito" - Lucy Gilmore

Ci sono libri che ti piacciono e poi ci sono libri che, arrivata all’ultima pagina, ti fanno pensare a quanto siano riusciti a raccontare molto più di quello che sembrava all’inizio.
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Cuori in prestito di Lucy Gilmore è decisamente uno di questi.
Prima di parlarvene, voglio ringraziare la Nord Edizioni per avermi dato l'opportunità di leggere questo libro.💙
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Chloe ha lasciato l’università per tornare a casa e occuparsi dei suoi tre fratelli più piccoli, dopo che la madre ha deciso di abbandonare la famiglia. Lavora come tuttofare per il Comune e, tra i vari incarichi, si ritrova a lavorare nella biblioteca della sua città.
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È proprio lì che scopre qualcosa di particolare: messaggi nascosti tra le pagine di vecchi libri, scritti più di sessant’anni prima.
Una nota rimanda a un altro libro, che conduce a un’altra nota e poi a un altro ancora. Chloe inizia così una vera e propria caccia al tesoro letteraria per ricostruire la storia di due ragazzi che si sono conosciuti nel 1960: Catherine e Jasper.
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E questa è una delle cose che ho amato di più: seguire una storia d’amore attraverso i libri, mentre passato e presente iniziano lentamente a intrecciarsi.
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Nel presente, Jasper è il vicino di casa burbero e apparentemente scontroso che da anni osserva da lontano la famiglia di Chloe. Nel passato, invece, lo conosciamo giovane, timido e insicuro quando incontra Catherine. Tra loro nasce una storia d’amore fatta di messaggi nascosti, libri e sentimenti sempre più profondi.
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Ma più Chloe ricostruisce la loro storia, più si rende conto che dietro quei messaggi c’è molto più di una semplice storia d’amore.
Ci sono famiglia, responsabilità, sacrificio, abbandono, rimpianti e seconde possibilità. E soprattutto ci sono persone che, in momenti diversi della loro vita, hanno dovuto scegliere tra ciò che desideravano e ciò che pensavano fosse giusto per gli altri.
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E Jasper, il mio cuoricino.💕
È il personaggio che mi ha conquistata di più. All’inizio sembra soltanto il classico vicino burbero, ma più si scopre della sua vita, più si comprende quanto ci sia dietro quella scorza. Jasper ha passato gran parte della sua vita a prendersi cura degli altri, mettendo da parte se stesso.
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Ed è impossibile non vedere il parallelismo con Chloe: due persone appartenenti a generazioni diverse, ma accomunate dall’aver dovuto diventare grandi troppo presto e mettere in pausa la propria vita per la famiglia.
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Mi è piaciuto tantissimo anche il modo in cui il libro ci porta a cambiare prospettiva sui personaggi man mano che scopriamo nuovi pezzi della loro storia. Anche Catherine, con le sue scelte dolorose e discutibili, diventa impossibile da racchiudere semplicemente in un giudizio.
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Perché Cuori in prestito non parla di persone perfette. Parla di persone che fanno delle scelte, che sbagliano, che soffrono e che devono convivere con le conseguenze di ciò che hanno fatto.
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E forse è proprio questo che mi ha emozionata di più: il libro non prova a restituire ai suoi personaggi il tempo perduto. Offre loro qualcosa di diverso: la possibilità di guardarsi finalmente negli occhi e capire ciò che per una vita intera è rimasto irrisolto.
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Sono arrivata alla fine con la sensazione che questa storia mi avesse dato molto più di una semplice storia romantica.
Mi ha emozionata, mi ha fatto affezionare profondamente ai suoi personaggi e mi ha ricordato che, a volte, una seconda possibilità non serve a cancellare il passato, ma semplicemente a permetterci di viverne finalmente un pezzo che credevamo perduto.
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E adesso ditemi voi: avete mai letto una storia in cui i libri diventano il ponte tra passato e presente? 📚
Vi piace leggere di libri nei libri?
Conoscete questa autrice?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

venerdì 18 settembre 2026

Recensione "Soffio" - Giulio Ingrosso


Non è facile recensire Soffio, perché è una graphic novel molto breve, ma dentro quelle poche pagine c'è davvero tanto.
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La storia parla di un piccolo fuoco fatuo, Soffio, nato in modo diverso da tutti gli altri. Gli altri fuochi fatui nascono dalle persone appena morte e possono nutrirsi della loro luce. Lui, invece, nasce da una persona ancora viva e proprio per questo non riesce a fare ciò che fanno gli altri.
Si sente diverso, non riesce a trovare il suo posto e comincia così una ricerca per capire di cosa possa nutrirsi.
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Durante questo viaggio arriva in una stanza, dove incontra una bambina malata di fibrosi cistica.
E da qui, per me, la storia cambia completamente.
Soffio è attratto da lei perché percepisce qualcosa di diverso, ma non vuole farle del male. Lei, invece, non ha paura di quella piccola creatura che dovrebbe essere spaventosa. Anzi, gli parla, lo ascolta e gli chiede di restare.
Ed è proprio il loro incontro che mi ha emozionata di più.
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Perché Soffio parla della morte, ma soprattutto parla di vita. Del tempo che abbiamo, del desiderio di vivere e di quanto possa essere importante anche semplicemente avere qualcuno accanto con cui condividere quel tempo.
Ho trovato molto bello anche il modo in cui viene raccontata la malattia, facendola entrare nella storia con delicatezza.
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E poi ci sono le illustrazioni, che ho adorato.
Il nero della notte fa da sfondo a questi piccoli fuochi fatui coloratissimi e crea delle tavole davvero suggestive. È una graphic novel che, secondo me, va anche un po' guardata oltre che letta.
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Ma c'è una parte della nuova edizione che mi ha colpita particolarmente: alla fine del volume vengono raccontate le storie e le testimonianze di alcune persone che convivono con la fibrosi cistica.
E qui succede una cosa molto bella: a ciascuna di queste persone l'autore ha affiancato il suo piccolo Soffio.
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Mi è piaciuto tantissimo vedere queste fotografie e leggere le loro storie, perché a quel punto quel personaggio che avevo appena conosciuto attraverso la fantasia sembrava quasi uscire dalle pagine per stare accanto a persone reali.
Tra queste c'è anche una bambina che si chiama Sofia. Una coincidenza curiosa, che lo stesso autore racconta, visto il nome della protagonista della storia.
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E forse è proprio questo che mi ha lasciato Soffio: il passaggio dalla fantasia alla realtà.
Prima conosci un piccolo fuoco fatuo che cerca disperatamente qualcosa di cui nutrirsi. Poi incontri persone vere, con le loro storie, le loro difficoltà e la loro voglia di vivere.
E improvvisamente quella storia assume un significato ancora più grande.
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Mi ha emozionata. Tanto.
E non mi aspettavo che una graphic novel così breve riuscisse a lasciarmi addosso così tante sensazioni.
Una lettura delicata, colorata e allo stesso tempo capace di affrontare un tema difficile con grande sensibilità.
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Grazie a Tora Edizioni per avermi coinvolta in questa collaborazione e avermi dato la possibilità di conoscere questa nuova edizione di Soffio.
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⁉️E ora vi chiedo, la leggereste?
Avete mai letto una storia che, pur essendo breve, è riuscita a lasciarvi qualcosa a lungo?
Quanto pensate che possa cambiare il significato di una storia quando, dopo averla letta, incontriamo le persone e le esperienze reali che l’hanno ispirata?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#bookstagramitalia

martedì 15 settembre 2026

Recensione "L'ordine dei senzasonno - Il risveglio di Victoria Ignis" - Isaac Friedl

Ci sono libri che si leggono e libri che si guardano, si sfogliano e si custodiscono. L'Ordine dei Senzasonno – Il risveglio di Victoria Ignis appartiene decisamente alla seconda categoria. ✨
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Nonostante sia uno young adult fantasy, genere ormai lontano dal mio target, questo libro mi ha sorpresa davvero tanto. Mi sono immersa nella storia molto più di quanto mi aspettassi, complice anche un worldbuilding ricco di elementi magici, misteriosi e decisamente fuori dagli schemi.
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La protagonista è Victoria Ignis, quattordici anni, una ragazza che dopo la morte della madre vive seguendo il padre nei suoi continui viaggi, mettendo da parte desideri e sogni. Tutto cambia quando, durante una permanenza a Londra viene colpita dalla misteriosa Febbre Arcana: non una semplice malattia, ma un antico rito che permette ai ragazzi che superano la prova di accedere, durante il sonno, alla Città Madre, nascosta al centro della Terra, e diventare apprendisti dell'Ordine dei Senzasonno. 
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Da quel momento Victoria si ritrova a vivere una doppia esistenza: la veglia e il sonno, Londra e la Città Madre, il mondo che conosce e quello che fino a quel momento non avrebbe mai immaginato potesse esistere.
E proprio nella Città Madre scoprirà che nulla è davvero come sembra.
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Victoria viene inizialmente portata a credere che il compito dei Senzasonno sia quello di distruggere il sigillo creato da Uri Victril per contenere la Fiamma Cosmica. Ma dietro questa versione dei fatti si nasconde un piano molto più oscuro: il Figlio del Nulla vuole impossessarsi della Fiamma per ottenere ciò che gli manca, quella capacità di provare e sentire che non può possedere nella sua natura.
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Sarà proprio attraverso alcuni segnali lasciati dal vero protettore della Fiamma che Victoria inizierà a mettere in discussione tutto ciò che le è stato raccontato, fino a comprendere chi siano davvero i nemici e chi, invece, stia cercando di proteggere la Fiamma.
E se alla fine una battaglia viene vinta, è evidente che la guerra è tutt'altro che finita.
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La cosa che ho amato di più? Le illustrazioni.
Più di 200 tavole a colori accompagnano la storia e non sono semplicemente un elemento decorativo: contribuiscono a costruire l'atmosfera, a dare un volto alla Città Madre e a rendere ancora più immersivo questo universo. 
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È uno di quei libri che, una volta finiti, non hai voglia di riporre semplicemente in libreria. Vuoi tenerlo lì, bello in vista, perché è davvero un piccolo gioiellino editoriale. 🖤
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E sì, lo consiglierei soprattutto ai ragazzi e alle ragazze che vogliono avvicinarsi al fantasy: è una storia piena di magia, avventura, mistero e scoperta, ma con una costruzione del mondo capace di incuriosire anche un lettore più adulto.
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Io, personalmente, non vedo l'ora di scoprire dove ci porterà il prossimo capitolo di questa storia in uscita ad ottobre.🔥
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❓E voi? Avete già letto L'Ordine dei Senzasonno? E se non lo avete ancora fatto, vi incuriosisce l'idea di una storia in cui una ragazza vive metà della sua vita nella realtà e metà durante il sonno, in una città nascosta al centro della Terra? 👀
Vi aspetto nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
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mercoledì 9 settembre 2026

Delitto tra le tartarughe - Roberta Di Como

Ci sono libri che richiedono giorni per essere letti e altri che, in poche ore, riescono semplicemente a farti compagnia. Delitto tra le tartarughe di @robertadicomo appartiene decisamente alla seconda categoria.
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La protagonista è Lisa, una ragazza amante della natura e appassionata di gialli, che decide di partire per la Puglia per assistere alla schiusa delle uova delle tartarughe marine. Quello che doveva essere un viaggio rilassante si trasforma però molto presto in qualcosa di completamente diverso.
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Dopo aver conosciuto Marco, giovane impegnato nella tutela delle tartarughe, Lisa viene invitata a una cena di famiglia per il compleanno del padre del ragazzo. Una serata che sembra procedere piacevolmente, ma che nasconde già qualche tensione, fino al risveglio del mattino seguente: il padre di Marco viene trovato morto.
Da quel momento comincia l'indagine.
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Lisa, che ama leggere gialli e si ritrova improvvisamente dentro uno di quei misteri che tanto la appassionano sulla carta, riesce a convincere il commissario a permetterle di assistere agli interrogatori della famiglia. Tra sospetti, dichiarazioni e indizi, l'indagine procede rapidamente e porta gli investigatori verso un possibile colpevole.
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Ma Lisa non è convinta e in combutta con il commissario e da una sua intuizione, insieme al coraggio di seguire fino in fondo ciò che non le torna, incastra il vero colpevole e cerca di evitare che un innocente paghi per un delitto che non ha commesso.
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È un piccolo giallo, e quando dico piccolo lo intendo davvero: con le sue 100 pagine si legge tranquillamente in poche ore.
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La scrittura è semplice e diretta, così come lo è la storia. Non aspettatevi quindi un intreccio particolarmente elaborato, una lunga serie di piste da seguire o un'indagine piena di colpi di scena: tutto si sviluppa piuttosto velocemente, anche perché lo spazio a disposizione è davvero limitato.
Ed è proprio questo, secondo me, il suo pregio ma anche il suo limite.
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Da una parte la brevità rende la lettura scorrevole e permette di arrivare alla fine senza mai avere la sensazione di perdersi tra troppi dettagli; dall'altra avrei forse apprezzato qualche pagina in più per approfondire i personaggi, le dinamiche familiari e soprattutto l'indagine.
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E poi c'è quel contesto estivo fatto di mare, Puglia e tartarughe marine, che rende l'atmosfera particolarmente piacevole e si sposa bene con una lettura veloce da portare anche in vacanza. 🐢🌊
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Non è, insomma, un giallo che punta sulla complessità, ma piuttosto sulla semplicità e sulla rapidità del racconto. E qualche volta è proprio quello che serve: poche ore, un mistero da risolvere e la sensazione di aver trascorso un po' di tempo in buona compagnia.
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Ringrazio Be Strong Edizioni per avermi fatto conoscere questa storia e per la copia ricevuta💙
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❓E ora vi chiedo, lo leggereste?
Vi è mai capitato di assistere ad una schiusa di tartarughe marine? A me piacerebbe moltissimo 😍
Leggete questo genere?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙
#bookstagramitalia #bookrec #bookhis #giallo 

lunedì 17 agosto 2026

Sarhani-jin - Ariele Giovanelli

Ci sono libri che, appena li prendi in mano, ti fanno pensare: “Ok, questo mi terrà compagnia per un bel po'.”

E poi ci sono libri come Sarhani-jin, che nonostante la mole importante mi hanno letteralmente trascinata dentro la loro storia e che, quando me ne sono accorta, avevo già quasi finito. 😅

Questo fantasy epico mi ha piacevolmente stupita soprattutto per la ricchezza del suo mondo. La Costa di Smeraldo, gli Aldast, le Sarhani-jin, i templi, le gerarchie, le creature demoniache e soprattutto i Sarhani, enormi felini da guerra legati alle guerriere da un rapporto molto più profondo di quello tra una combattente e la sua cavalcatura: tutto contribuisce a costruire un universo complesso e pieno di dettagli.
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E non è soltanto il worldbuilding ad avermi conquistata.
Ho apprezzato moltissimo anche la varietà dei personaggi e il modo in cui le loro storie, i loro legami e le loro scelte si intrecciano all'interno della vicenda. Al centro troviamo Ledryel, una giovane Sarhani-jin, e una storia che si muove tra presente e passato, permettendoci di scoprire poco alla volta cosa l'ha portata fino al punto in cui la incontriamo.
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Quello che mi ha sorpresa più di tutto, però, è stato il ritmo.
Perché davanti a un libro di queste dimensioni mi aspettavo una lettura più impegnativa e dilatata. Invece la narrazione scorre, le avventure si susseguono e la curiosità di scoprire cosa sarebbe successo dopo mi ha portata a leggerlo nel giro di pochi giorni.
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E forse è proprio questo che mi ha conquistata: la sensazione di entrare in un mondo enorme senza sentire il peso delle sue dimensioni.
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È un fantasy ricco, pieno di personaggi, avventure, segreti e dettagli, ma che riesce comunque a mantenere viva la curiosità.
E per me, quando un fantasy riesce a farmi venire voglia di continuare a leggere “ancora un capitolo”… ha già fatto centro. ✨
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Una lettura che consiglio soprattutto a chi ama i fantasy epici, i mondi costruiti con cura e le storie capaci di trasportarti completamente altrove.
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Ringrazio l'autore @arielegiovanelli per avermi invitato la copia del libro e tutti i fantastici gadget che vedete in foto 😍
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❓E voi? Lo leggereste?
Vi fate intimidire dai mattoni o siete proprio quelle persone che davanti a 400+ pagine pensano: “Perfetto, abbiamo di che divertirci”? 
La vostra Febe 💙 
 #FantasyItaliano #Fantasy #LibriFantasy #BookstagramItalia #Bookstagram 

martedì 11 agosto 2026

Recensione "Innocenza" - Andrea Esposito

Ci sono libri che ti conquistano completamente e altri che, pur piacendoti, mantengono per tutta la lettura una certa distanza. 
Per me Innocenza di Andrea Esposito edito @ponteallegrazie ( che ringrazio per la copia e la collaborazione ✨) è stato un po' entrambe le cose.
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Caterina torna nel paese in cui è nata, nella Sila, preoccupata per il padre anziano. Ma al suo arrivo trova una situazione molto diversa da quella che si aspettava: un uomo è morto, una donna è sconvolta e padre è scomparso con un bambino. 
Da qui prende il via una ricerca che porterà Caterina dentro una natura selvaggia e misteriosa, tra superstizioni, credenze e un male decisamente più concreto. 
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Una delle cose che ho apprezzato maggiormentedel libro è stato il personaggio del padre. Un uomo con idee apparentemente strane, quasi folli, che però nascondono qualcosa di molto più profondo e, soprattutto, un fondo di verità. È un personaggio che riesce a sorprendere e che, a modo suo, finirà anche per far saltare fuori di importante.
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Ho apprezzato anche il modo in cui il romanzo riesce a intrecciare realtà, credenze popolari e mistero, creando un'atmosfera particolare, soprattutto grazie alla presenza della montagna e della natura calabrese.
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Quello che invece mi ha convinta meno è stato il personaggio responsabile di tutto ciò che accade.
La sua vicenda, i suoi trascorsi e le motivazioni che lo hanno portato a essere ciò che è avrebbero avuto, secondo me, bisogno di maggiore spazio.
Ed è qui che torna la mia difficoltà iniziale con la scrittura di Esposito.
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La narrazione è asciutta, essenziale, quasi telegrafica, e questo stile rimane presente per tutto il romanzo. Frasi brevi, dialoghi ridotti all'essenziale, poche spiegazioni e soprattutto poco spazio all'interiorità dei personaggi.
È una scelta stilistica precisa e in alcuni momenti funziona molto bene, perché contribuisce a creare un'atmosfera sospesa e inquieta. Ma personalmente mi ha impedito, a tratti, di entrare davvero nella storia e nei personaggi. Li ho osservati più di quanto li abbia vissuti.
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E credo che sia proprio questo il motivo per cui avrei voluto qualcosa in più soprattutto nella storia dell'uomo: non necessariamente più pagine, ma più profondità, più possibilità di comprendere ciò che si nasconde dietro le sue azioni.
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Nonostante questo, il romanzo nel complesso mi è piaciuto e il finale mi ha soddisfatta. E forse è proprio il personaggio del padre quello che mi rimarrà più impresso: apparentemente fuori dagli schemi, ma capace di vedere qualcosa che gli altri non riescono a vedere.
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Innocenza è quindi un romanzo che ho apprezzato soprattutto per l'atmosfera, l'ambientazione e alcuni dei suoi personaggi, ma con cui non sono riuscita a creare fino in fondo quella connessione emotiva che cerco in una storia.
Una lettura particolare, che mi ha lasciato più domande e riflessioni che coinvolgimento emotivo.
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E ora vi chiedo, lo conoscete?
Riuscite ad entrare in sintonia con i personaggi con questo tipo di narrazione o come me non riuscite a pieno a essere coinvolti?
Avete letto altre opere dell'autore?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#booklovers #bookstagramitalia #thriller #ticonsigliounalettura

giovedì 6 agosto 2026

Recensione "Soltanto il giorno" - Santina Cosetta

Ci sono libri che raccontano una storia. E poi ci sono libri che restituiscono una vita.

Soltanto il giorno di @santina_cosetta è uno di questi.

Ringrazio di cuore Giunti Editore per avermi inviato, del tutto inaspettatamente, questo romanzo, perché è stata una lettura che mi è entrata dentro e che difficilmente dimenticherò.

Marianna Cosetta nasce nella Sicilia di fine Ottocento senza essere desiderata da nessuno. Una bambina che sembra partire con tutte le porte chiuse, ma che, pagina dopo pagina, dimostra una forza straordinaria. È una donna che cade, si rialza, ricomincia. Più volte. Non aspetta che qualcuno le conceda un posto nel mondo: se lo costruisce da sola, con il coraggio, la testardaggine e una dignità che non scende mai a compromessi.

Quello che ho amato di più, però, è sapere che Marianna è esistita davvero.

Santina Cosetta non ha semplicemente scritto un romanzo: ha dato voce alla sua bisnonna, trasformando i ricordi di famiglia in una storia che oggi può emozionare migliaia di lettori. È un gesto bellissimo, quasi un atto d'amore. Perché finché qualcuno racconta una storia, quella persona continua a vivere.

Le ultime pagine mi hanno colpita particolarmente: vedere Marianna attraverso gli occhi di chi è rimasto dopo di lei mi ha fatto capire quanto profonda possa essere l'eredità che una persona lascia, anche quando non c'è più.

Soltanto il giorno parla di emancipazione, di resilienza, di famiglia, di radici. Ma soprattutto parla di memoria. Di quelle vite che il tempo rischierebbe di cancellare e che, invece, grazie alle parole, diventano immortali.

📖 Se amate le saghe familiari, i romanzi storici e le protagoniste che lasciano un segno nel cuore, questo libro merita davvero di essere letto.
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E ora vi chiedo.. li leggereste?
Conoscete la storia della vostra famiglia? Sapete chi e cosa hanno fatto i vostri bisnonni?
Vi piacciono le saghe familiari?
Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
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#bookstagramitalia #booklovers #ticonsigliounlibro

venerdì 31 luglio 2026

Recensione "Fuoco" - Livia Sambrotta

Ci sono incontri che rendono l’esperienza di lettura ancora più speciale. Qualche settimana fa, alla nuova Mondadori di Elmas, ho avuto il piacere di fare una bellissima chiacchierata con Livia Sambrotta per parlare del suo nuovo thriller "Fuoco".
Una persona deliziosa, di una gentilezza rara, che mi ha lasciato una dedica splendida che custodirò con cura. ✒️✨
Un grazie immenso a lei e a @semlibri per questa bellissima collaborazione! Dopo quell’incontro, com'era prevedibile, ho divorato il libro in pochissimi giorni.
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Lara è una professoressa di cinese universitaria a Venezia, metodica e amante dei rituali tranquilli. La sua vita viene completamente stravolta quando Adrian, l'uomo misterioso e affascinante di cui si è innamorata e frequenta da qualche mese, sparisce nel nulla dall'oggi al domani. Per ritrovarlo, Lara sarà costretta a scavare in una fitta rete di bugie, scoprendo che l'uomo con cui viveva nascondeva un passato torbido e inquietante.
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Il vero elemento centrale del libro, come evoca il titolo, è il fuoco. Ma qui il fuoco non è solo un simbolo: è la vera e propria ossessione di Adrian, un elemento distruttivo e magnetico che muove i fili della storia.
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La narrazione si sviluppa attraverso un meccanismo perfetto di doppia indagine: da un lato seguiamo i passi di Lara, mossa dalla disperazione e dal bisogno di verità, e dall'altro seguiamo il lavoro della polizia. È proprio grazie alle scoperte e all'intuito di Lara che gli inquirenti riusciranno a unire i puntini e a ricostruire un puzzle davvero sconvolgente.
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Livia Sambrotta ha una scrittura pazzesca: densa, visiva e profondamente psicologica. Riesce a trasformare Venezia in un labirinto claustrofobico, dove il lettore brucia di curiosità pagina dopo pagina, travolto da una tensione costante.
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𝑼𝒏 𝒕𝒉𝒓𝒊𝒍𝒍𝒆𝒓 𝒑𝒔𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐𝒈𝒊𝒄𝒐 𝒓𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒂𝒕𝒐, 𝒄𝒖𝒑𝒐 𝒆 𝒂𝒗𝒗𝒐𝒍𝒈𝒆𝒏𝒕𝒆. 𝑼𝒏𝒂 𝒔𝒕𝒐𝒓𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝒕𝒊 𝒕𝒆𝒏𝒆 𝒊𝒏𝒄𝒐𝒍𝒍𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒑𝒂𝒈𝒊𝒏𝒆.
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E voi, amate i thriller con questo tipo di indagini incrociate? Vi ispira la storia di Lara? 
Parliamone nei commenti! ⬇️
#Fuoco #LiviaSambrotta #SEMLibri #LeSorelleDInchiostro #MondadoriElmas #ThrillerPsicologico #ConsigliDiLettura #BookstagramItalia #LeggereChePassione #LettureConsigliate

lunedì 27 luglio 2026

Recensione "Webcam Love" - Luisa di Giacomo

Ci sono libri che si prendono il loro tempo e altri che, invece, ti travolgono fin dalla prima pagina e non ti lasciano andare finché non hai letto l'ultima parola. È esattamente quello che mi è successo con il libro che vi presento oggi amici lettori 💙
"𝑾𝒆𝒃𝒄𝒂𝒎 𝑳𝒐𝒗𝒆" di Luisa Di Giacomo edito Vallecchi Firenze (che ringrazio per la copia e per questa splendida collaborazione!✨) mi ha stregato e l'ho divorato in pochissimi giorni, completamente catturata dalla doppia vita di Gaia.
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Gaia ha trentadue anni e incarna perfettamente le contraddizioni della nostra generazione. Di giorno è una specializzanda in ematologia, una professionista competente e preparata dopo anni di duro studio che si scontra quotidianamente con un sistema sanitario precario e sottopagato. 
Di notte, però, il camice bianco lascia spazio a Audrey Lulù: la sua identità virtuale di performer e webcam girl di successo. Se davanti allo schermo dell'ospedale Gaia subisce le regole degli altri, davanti alla webcam è lei a dettarle. 
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Ma cosa succede quando questo confine così netto comincia a sfumare? E poi l'incontro con Vittorio, un uomo della Torino bene che le fa girare la testa e le vite dei suoi bizzarri amici rischiano di far crollare il castello di carte che si è costruita e le permette di sopravvivere. Cosa farà Gaia?
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Luisa Di Giacomo ha una penna incredibile: ironica, affilata, moderna, capace di trattare temi delicatissimi e tabù sociali con una naturalezza disarmante. Non c'è traccia di giudizio in queste pagine, ma solo tanta empatia.
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Gaia mi è entrata subito nel cuore perché è una donna reale, imperfetta, che cerca solo di riprendersi il diritto di decidere per se stessa in un mondo che vorrebbe incasellarci a tutti i costi. È un romanzo che fa sorridere grazie a dialoghi brillanti, ma che sotto la superficie scava nel profondo, facendoci riflettere su cosa mostriamo e cosa nascondiamo nell'era della trasparenza digitale.
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Se cercate u𝒏𝒂 𝒍𝒆𝒕𝒕𝒖𝒓𝒂 𝒇𝒓𝒆𝒔𝒄𝒂, 𝒊𝒏𝒄𝒂𝒍𝒛𝒂𝒏𝒕𝒆 𝒆 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐, 𝒎𝒐𝒍𝒕𝒐 𝒂𝒕𝒕𝒖𝒂𝒍𝒆,ideale da leggere sotto l'ombrellone, questo libro ve lo straconsiglio📖✨
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❓E voi, lo conoscevate?
Vi affascina l'idea di una protagonista dalla doppia vita così forte? Sareste disposti a mettervi in gioco come Gaia pur di pagare le bollette?
Vi aspetto nei commenti!⬇️ 
La vostra Febe 💙 
#LeSorelleDInchiostro #BookstagramItalia #ConsigliDiLettura #LeggereChePassione #RecensioneLibro

giovedì 16 luglio 2026

Investigazioni Tilda & C. - Manuela Chiarottino

Se state cercando una lettura capace di mescolare mistero, calore e quel pizzico di paranormale che non guasta mai, fermatevi qui. Ho appena chiuso l'ultima pagina di "Investigazioni Tilda & C." e ho ancora stampato in faccia quel sorriso di chi ha appena vissuto una bellissima avventura tra le vie di una Torino magica e segreta.
Manuela Chiarottino ha fatto centro, regalandoci una storia che vi terrà incollati alle pagine!
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Iniziamo dal co-protagonista... da brividi (e con tanto carattere!)👻
Diciamoci la verità: il vero colpo di fulmine di questo libro è la spalla investigativa della nostra Matilda (dai fantastici capelli rosa!). Non capita tutti i giorni di dover condividere l'ufficio con un fantasma... e che fantasma!
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Lui è Ace, un leggendario detective del passato. È ironico, un po' arrogante, decisamente testardo e non ha la minima intenzione di cedere il suo vecchio spazio. La chimica e i continui battibecchi tra Tilda e Ace sono semplicemente deliziosi. L'ironia scorre fluida e dà alla storia quel ritmo frizzante che rende impossibile annoiarsi.
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Tilda si è appena messa da poco in proprio dopo che il suo ex socio l'ha scaricata, e il primo vero caso che si trova a risolvere insieme ad Ace parte da qualcosa che sembra piccolissimo: un furto apparentemente insignificante ma scavando la verità viene a galla. 
Un'indagine serrata, intelligente e mai scontata, che vi farà fare le ipotesi più disparate insieme a questa strana coppia di detective!
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La cosa che mi ha più affascinato in assoluto è il modo in cui l'autrice ha costruito il mondo di gioco. Non siamo davanti a una classica storia di paura, tutt'altro!
 Infatti la realtà è identica alla nostra, ma con la presenza dei fantasmi.
 Ho adorato scoprire la lore di questo universo. L'autrice definisce nei minimi dettagli le loro storie, le abitudini quotidiane, ciò che possono e *non* possono fare. Questo rende la convivenza tra vivi e spettri incredibilmente coerente.
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Oltre al mistero e ai fantasmi, a rendere questo libro una coccola totale sono i personaggi che la abitano:
 * La zia super cuoricina: Una presenza dolcissima che vorresti abbracciare a ogni pagina.
 * I vicini di studio: Accanto al nuovo ufficio di Tilda c'è un ristorante i cui proprietari sono una forza della natura.
E a proposito di ristorante... Tilda ha il cuore un po' ammaccato da una rottura freschissima con il suo ex (che era anche il suo ex socio di lavoro), ma l'ingresso in scena del nipote del proprietario del locale potrebbe cambiare le carte in tavola. 
La Chiarottino inserisce questa dinamica in modo così naturale che vi ritroverete a fare il tifo per loro fin dal primo incontro!
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❓E voi lo avete letto? Vi attira l'idea di un detective ectoplasmatico come Ace o preferite i misteri più tradizionali? 
Fatemelo sapere nei commenti! 👇
La vostra Febe 💙 

martedì 23 giugno 2026

Recensione "Luna&Sole_ edizione completa" - Dionisio Siri

Ci sono libri che arrivano al momento giusto, portati da connessioni speciali. Ho avuto il piacere di leggere "Luna&Sole edizione completa" di @dionisiosiri grazie a Morena e alla sua "Catena gentile", che ha incrociato il mio cammino con quello dell'autore. 
E che dire... è stata la compagnia perfetta per questi pomeriggi afosi. ✨
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Luna & Sole è un viaggio intimo, delicato e profondo. Al centro di tutto c'è Daniele, un protagonista che non cerca l'amore, ma se stesso. 
Lo seguiamo in un’evoluzione personale bellissima: prima si cerca attraverso gli altri, i viaggi e gli incontri; poi, finalmente, impara a guardarsi dentro, ritrovandosi e capendo di cosa ha realmente bisogno.
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La struttura del libro è una poesia a sé (nel carosello trovate l'indice! 📑):
🌑 Prima parte: legata alle fasi lunari, un percorso fatto di ombre, riflessioni e silenzi.
☀️ Seconda parte: la transizione verso la luce del sole, la rinascita e la pace interiore.
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Una frase in particolare mi è rimasta impressa e racchiude la magia di questo libro:
💬 "La luna mi ha insegnato a sentire. 
Il sole mi insegnerà a essere. 
E io, finalmente sono pronto a restare nella luce"📖
Ho trovato queste parole di una potenza e di una delicatezza incredibili. Spesso pensiamo che i momenti bui o di confusione (le nostre "ombre") siano solo tempo perso, ma questo libro ci ricorda che è proprio nella notte – sotto la luna – che impariamo ad ascoltarci davvero e a sentire chi siamo. Ma il viaggio non finisce lì: la vera svolta arriva quando si ha il coraggio di uscire allo scoperto, di accettare la propria luce e iniziare finalmente a essere, senza più paura di mostrarsi o di restare fermi. Una perla di consapevolezza che mi porterò dentro a lungo. ✨
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Una lettura scorrevole ma intensa, un racconto di formazione che consiglio a chiunque stia cercando la propria strada o, semplicemente, un momento di pace. 🤍
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❓E voi lo conoscevate? Qual è l'ultimo libro che vi ha fatto fare un viaggio dentro voi stessi? 👇
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La vostra Febe 💙

giovedì 18 giugno 2026

Recensione "Alla ricerca della fontana magica" - Riccarda Pesce

Chi l’ha detto che i libri per bambini sono solo per bambini? 🗺️✨
Buongiorno amici lettori 💙 
Ho da poco finito di leggere "Alla ricerca della Fontana Magica" di Riccarda Pesce edito @bestrongedizioni ( che ringrazio per la copia omaggio) e, vi dico la verità, è stato un vero e proprio tuffo nel passato.
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Anche se è un fantasy pensato per un pubblico giovane (l’età di lettura consigliata parte dagli 8 anni), questa storia ha saputo catturare anche me, che l'adolescenza l'ho superata ormai da un po'! 
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Seguiamo le avventure di tre intrepidi amici – Daniel, Eleonor e Tomas – in un mondo incantato ricco di boschi, paludi e creature fantastiche. La loro missione? Trovare una fontana dai poteri magici dove chiunque altro ha fallito.
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Le avventure dei tre amici sono lineari, semplici e senza troppe complicazioni, perfette per i lettori più piccoli che si approcciano al genere. Eppure, proprio questa semplicità mi ha regalato una piacevolissima punta di nostalgia, facendomi ricordare con affetto i primi libri che divoravo da ragazzina sotto le coperte.
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È un fantasy pulito, leggero e rinfrescante. Una lettura ideale per staccare la spina e ricordarsi che un pizzico di magia fa bene a qualsiasi età.
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Ora vi chiedo.. conoscete l'autrice?
Vi capita mai di leggere libri per ragazzi o "da bambini" anche se siete cresciuti? Qual è il vostro preferito?
C'è un libro in particolare che vi evoca subito la nostalgia delle vostre letture d'infanzia? Fatemelo sapere nei commenti! 👇
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La vostra Febe 💙 
#fantasyitaliano 

lunedì 8 giugno 2026

Recensione "Holy terrors: l'incubo dei corrotti" _ Vol. 3 Serie Little thives_ Margaret Owen

GRAN FINALE DELLA TRILOGIA👑

Buongiorno amici lettori 💙 
Oggi vi parlo di un libro che era lì in libreria che mi guardava da un po', l’aspettavo tantissimo e finalmente l'ho letto. Sto parlando dell'atto conclusivo della serie Little thives di Margaret Owen "Holy terrors: l'incubo dei corrotti"! 
Ringrazio la @deagostinilibri per la copia💙
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Vania e le sue avventure mi piacciono sempre un sacco e anche stavolta la storia non mi ha deluso, ma parliamo del ritmo di questo terzo volume... 
che è stato un po' delle montagne russe! 📈📉
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In questo capitolo finale la posta in gioco è altissima: qualcuno sta ass4ssin4ndo i reali incastrando Vania. Per scagionarsi e salvare la pelle, la nostra ladra preferita sarà costretta a infilarsi dritta nel nido di vipere della corte reale, tra complotti di s4ngue e vecchie conoscenze (sì, c'è anche Emeric!).
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Voglio essere super onesta con voi perché questo libro ha avuto tre fasi ben distinte:
🟢 Il primo 15%
Super intrigante! Si parte subito con il mistero degli om1cid1 che mi ha catturato immediatamente.
🟡 Il mezzo, per un buon 40% 
un po' ostico! Qui la storia rallenta molto e si concentra tantissimo sulla politica pura e sugli intrighi di corte. Non voglio dire che mi abbia annoiata, ma ammetto che in questa parte la lettura mi è pesata un pochino.
🔴 E poi...il finale. 
SUPER APPROVATO! Il libro decolla di colpo, il ritmo si fa serratissimo e la conclusione chiude la serie in modo pazzesco e memorabile.
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Anche se è un Young Adult, io la consiglio comunque a tutti! È la serie perfetta per chi cerca un ottimo fantasy senza troppo romance invasivo, dove a dominare sono la magia, i piani geniali e le astuzie e una protagonista imperfetta che è impossibile non amare.
Insomma, una trilogia da recuperare assolutamente! 🌟
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✨ E voi l'avete letta? Vi bloccate anche voi quando un libro si concentra troppo sulla politica o riuscite a superare l'ostacolo facilmente? 
Fatemelo sapere nei commenti⏬
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La vostra Febe 💙 
#littlethieves #fantasy #bookrecs📚 #bookstagramitalia📚 #bookloveritalia 

mercoledì 3 giugno 2026

Recensione "Fiabe e leggende studio ghibli" - Ippei Otzuka


🌌 INCANTO GHIBLI SULLE PAGINE 🌌
Se anche voi, come me, lasciate un pezzettino di cuore ogni volta che parte la sigla di un film di Hayao Miyazaki, fermatevi un secondo. 📖✨
Ho letto "Fiabe e leggende Studio Ghibli" di Ippei Otsuka edito Kappalab che ringrazio per la copia 💙
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Questo libro è un vero e proprio viaggio dietro le quinte della fantasia perché non si limita a raccontare le storie che già amiamo, ma scava nelle radici, nei miti e nel folklore che hanno ispirato i capolavori dello studio d'animazione più amato del mondo. 🏯💨
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✨ Cosa ci ho trovato⏬
 * Curiosità inedite: Dettagli che cambiano totalmente il modo di guardare i film.
 * Tradizione e Mitologia: Il legame profondo tra le fiabe classiche giapponesi e la visione di Miyazaki.
 * Un'atmosfera magica: È perfetto da leggere la sera, magari con la colonna sonora di Joe Hisaishi in sottofondo. 🎧
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Se siete fan dello Studio Ghibli o semplicemente amate scoprire i segreti che si nascondono dietro la nascita delle grandi storie, questo volume è una chicca da avere in libreria.
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💬 E voi lo conoscete già? Lo leggereste?
Qual è il vostro film preferito dello Studio Ghibli? 
Fatemelo sapere nei commenti!👇
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La vostra Febe 💙 
#StudioGhibli #FiabeELeggende #HayaoMiyazaki #IppeiOtsuka #Kappalab #ConsigliDiLettura #BookstagramItalia #Instabook #LettureDelMomento #GhibliLover

giovedì 21 maggio 2026

Recensione "Addio al nubilato" - Camilla Stan

Yoga, Podcast e troppe coincidenze?🤔🔎
Buongiorno amici lettori 💙 
Oggi vi parlo di Addio al nubilato di Camilla Sten. 
Se cercate un libro da divorare in un weekend, l’atmosfera claustrofobica di quest’isola svedese è esattamente quello che vi serve. 
Ma parliamone meglio.
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Mi ha affascinato l'idea di questo resort di lusso basato sull'isolamento digitale. Un gruppo di amiche, un addio al nubilato e una protagonista che, da brava podcaster True Crime, non riesce a spegnere il cervello nemmeno durante una sessione di yoga. Il motivo? La sparizione misteriosa di 4 ragazze avvenuta proprio lì, dieci anni prima.
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Il ritmo: Diviso tra passato e presente, il libro ti tiene incollata alle pagine. La Sten è bravissima a creare quella tensione sottile dove senti che qualcosa di terribile sta per accadere.
L’ambientazione: L'isola non è solo uno sfondo, è una trappola. Il silenzio del "mindfulness" diventa presto inquietante.
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Nonostante la scrittura sia scorrevole (molto simile a Il villaggio perduto), ho trovato la trama un po' troppo "apparecchiata". L'autrice lascia indizi ovunque, il che è stimolante, ma la risoluzione finale ha richiesto un bel salto di fede. Alcuni passaggi mi sono sembrati forzati, quasi inverosimili, come se i pezzi del puzzle fossero stati incastrati con troppa forza per farli combaciare.
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Un thriller atmosferico perfetto per l'estate, ma che forse pecca di troppa prevedibilità per chi è abituato a trame più solide ma abbastanza godibile.
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E ora vi chiedo.. lo avete letto?
Quanto conta per voi la verosimiglianza in un thriller? Siete disposti a chiudere un occhio su un finale un po' forzato se l'atmosfera vi ha catturato, o la logica deve essere impeccabile?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 


lunedì 18 maggio 2026

Recensione "Il bistrot dei destini incrociati" - Antonella Sacconi


Destini, mare e fragilità che si intrecciano... 🌊☕✨
Buongiorno amici lettori💙
Oggi vi parlo di un libro che mi è entrato drittissimo nel cuore, nato da una bellissima collaborazione con l'autrice, Antonella Sacconi, che ringrazio tantissimo per la copia: "Il bistrot dei destini incrociati" (edito @bookabook). 
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La storia gira attorno a Cosimo, un ex insegnante che decide di cambiare vita e aprire un bistrot in un luogo di mare, trasformandolo ben presto in un rifugio dove si incrociano storie, segreti e anime.
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Vi dico la verità: è stata una lettura che mi ha totalmente travolta a livello emotivo e vi spiego perché ⬇️
👥 I personaggi:Tutti, nessuno escluso, sono caratterizzati divinamente. Ognuno si porta dietro il proprio vissuto, i propri drammi e le proprie ferite. Non sono semplici comparse, sono anime reali con cui è facilissimo entrare in empatia.
❤️ Il coinvolgimento:Mi sono immedesimata tantissimo nelle dinamiche del racconto. L'autrice ha una sensibilità rara nel dare voce ai silenzi e alle assenze, tanto che in molti passaggi mi è sembrato che parlasse direttamente a me.
✨Lo stile:Una scrittura intima, profonda e delicata. Affronta il dolore e i legami familiari senza mai appesantire la narrazione, ma mostrando come la sofferenza, se accolta, possa trasformarsi in speranza.
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Che dire quindi, uno splendido romanzo che vi consiglio assolutamente se cercate una storia capace di farvi emozionare e riflettere sul potere delle seconde possibilità.
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❓ E ora vi chiedo...lo conoscevate? Vi ispirano le storie ambientate nei piccoli bistrot o nei luoghi di mare dove si incrociano i destini dei personaggi?
Vi leggo nei commenti 💞
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La vostra Febe 💙

venerdì 8 maggio 2026

Review party - La ragazza colibrì " - Krisha Skies

Buongiorno community 💙
Oggi vi parlo di un'uscita targata Salani Editore che mi ha portata in un mondo lontano, denso di miti e ombre.
Sto parlando de "La ragazza colibrì" di Krisha Skies che ringrazio per la copia del libro e il coinvolgimento in questo review party 💙🙏🏼
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Questo è un fantasy dalle atmosfere antiche che ci fa immergere in un mondo ispirato alle civiltà precolombiane e mesopotamiche catapultandici direttamente nelle viscere dell'Impero di Ker'an!
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La storia segue Araèn, una giovane segnata dal dono (o fardello?) dello Spirito del Colibrì. Araèn deve navigare tra profezie antiche, gli "Uomini di Giada" e la minaccia costante dei demoni dello Xibalbà. Non è solo un viaggio fisico, ma una missione politica e spirituale per salvare il suo popolo dai "Giorni Infausti".
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Il punto di forza assoluto di questo libro è il world-building. Si percepisce lo studio immenso dell'autrice: ogni termine, glifo e rituale è curato nei minimi dettagli. È un fantasy che si allontana dai soliti canoni europei per regalarci qualcosa di visivamente unico e originale.
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Se la prima parte si prende il suo tempo per presentarci il mondo, le ultime pagine sono un vero turbine. La tensione sale vertiginosamente e l'autrice mette in campo una serie di colpi di scena e tradimenti che ribaltano completamente ciò che credevamo di sapere sui personaggi.
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Il romanzo ha un ritmo molto particolare, quasi "da diario". La narrazione in prima persona ci tiene stretti ai pensieri di Araèn facendoci assistere alla sua crescita: lenta e sofferta. Araèn affronta il mondo con gli occhi di una ragazza che deve ancora scoprire la crudeltà dei giochi di potere, rendendo il suo percorso molto introspettivo.
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Le relazioni tra i personaggi sono intense ma spesso velate da un alone di mistero: come scoprirete nel finale, in questo impero nessuno è davvero chi dice di essere e la fiducia è un lusso che pochi possono permettersi!
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"La ragazza colibrì" è un primo volume introduttivo che prepara il terreno per uno scontro epico. Lo consiglio a chi ama i fantasy con una forte componente mitologica, i ritmi dilatati che permettono di approfondire ogni dettaglio e, soprattutto, a chi non ha paura di un finale aperto che vi lascerà con mille domande!
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E ora vi chiedo.. Lo leggereste?
Vi piacciono i libri che riprendono i miti delle antiche civiltà come questo?
Quale animale vorreste avere come spirito guida?
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Vi leggo nei commenti 💕 
La vostra Febe 💙 
#fantasyitaliano 

martedì 28 aprile 2026

Recensione " Bastano quattro minuti e trentatré secondi" - Shiori Ota

 4 minuti e 33 secondi per cambiare vita

Buongiorno amici 💙 
Oggi vi parlo del libro che gentilmente la @Garzantieditore mi ha inviato e che mi ha fatto vivere una storia magica ✨
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Ve ne avevo parlato qualche giorno fa nel mio reading wrap-up: il libro di Shiori Ota sin da subito mi ha catturata per quella malinconia tipica della narrativa giapponese, e ora che l’ho finito posso confermarlo... "Bastano quattro minuti e trentatré secondi" è un abbraccio dolceamaro che ti resta dentro. ☕️🌸
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👉🏼Se avete amato "Finché il caffè è caldo", fermatevi qui✨
Sì, il richiamo al capolavoro di Kawaguchi è fortissimo. C’è un locale speciale, c’è un caffè preparato con cura dalla proprietaria e c’è la possibilità di tornare nel passato. Ma la vera differenza la fa la nostra protagonista.
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La storia segue una ragazzina che, a causa di un incidente alle mani, ha dovuto dire addio al pianoforte. Era brava, bravissima, ma non era il suo sogno: era quello di una madre che la soffocava di aspettative.
Dopo un trasloco nel paese dei nonni e l’incontro misterioso con una signora che sembra svanire nel nulla (insieme alla sua casa!), la protagonista scopre il Tacet del Crepuscolo.
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È un libro che parla di seconde possibilità e del coraggio di ammettere che ciò che gli altri vogliono per noi non sempre coincide con la nostra felicità. 
È un libro di crescita personale, dei primi amori e delle amicizie.
Mi ha lasciata con un senso di pace, come se avessi anch’io bevuto quel caffè nel momento giusto.
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❓E voi? Siete fan di questo genere di narrativa giapponese "magica" o preferite storie più ancorate alla realtà?
Leggereste questo libro?
Fatemelo sapere nei commenti! 👇
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La vostra Febe 💙 
#lesorelledinchiostro #libribelli #consiglidilettura #narrativagiapponese
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